di Gennady Zyuganov, Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa. Da “La Pravda” n. 124 (31473) del 14-15 novembre 2023. Versione italiana a cura di Fosco Giannini.
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Cari connazionali!
Compagni e amici!
Ciascuno di noi può vedere come l’umanità non si sia liberata dalle difficoltà e dalle sofferenze nemmeno nel terzo millennio. Dagli orrori delle guerre e dei conflitti sanguinosi. Dalla povertà di massa. Il capitale globale ci sta spingendo nell’oscurità della reazione e della violenza. I sorrisi dei predatori che vogliono fare a pezzi il mondo e affermare il proprio dominio si fanno sempre più spietati. E più profonda è la tragedia degli eventi, più grande appare l’esempio dei combattenti per la libertà e la dignità dei lavoratori.
La Russia fu estremamente fortunata. Nel suo periodo storico più difficile, segnato da collasso politico, sociale ed economico, dalla devastazione e dalla crisi onnicomprensiva, apparve un uomo che, come nessun altro, comprese l’essenza degli eventi indicando la via d’uscita dalla tragica situazione. Un uomo che trovò il “nervo della storia” e portò avanti il movimento. Il nome di quest’uomo era, e rimane per sempre, Vladimir Ilyich Lenin. Sono passati 100 anni dal giorno in cui il suo cuore grande e gentile si fermò. E inizia ora il secondo secolo dell’immortalità di Lenin.
Vladimir Ilyich Lenin morì il 21 gennaio 1924. La triste notizia colpì l’Unione Sovietica, creata dal suo genio. Un profondo dolore riempì i cuori di milioni di lavoratori in tutto il pianeta. Nonostante il freddo intenso, masse di persone si riversarono a Mosca. Mezzo milione di cittadini si unirono alla Sala delle Colonne della Camera dei Sindacati. Era importante per ognuno di loro onorare la memoria di colui che ha cambiato per sempre il mondo, rendendolo più giusto.
La storia del mondo è grande, complessa, sfaccettata. Ha molti metri e diverse “scale”. Ogni comunista, ogni rivoluzionario contribuì e contribuisce al cambiamento della storia. Ma il contributo di Lenin ad un nuovo destino dell’umanità è stato e rimane grande rispetto a qualsiasi standard planetario. Già dal secondo secolo, il tempo, nel nostro paese e nel mondo, sono trascorsi all’ombra della sua spinta rivoluzionaria.
Sembrerebbe che nulla duri per sempre sotto il sole. Eppure la vita lo dimostra: il tempo non è un ostacolo per le idee veramente grandi. Dopo aver messo alla prova la loro forza, il tempo eleva queste idee a idee-forza per il cambiamento storico. Sono passati 175 anni dalla pubblicazione del Manifesto Comunista. Ma gli anni non hanno indebolito il pensiero di K. Marx e F. Engels, ripreso e rilanciato nella prassi rivoluzionaria da V.I. Lenin.
Il pensiero e l’azione del movimento comunista hanno realizzato qualcosa senza precedenti nella biografia dell’umanità. Per la prima volta in migliaia di anni si è risposto a domande-chiave e ai fondamentali quesiti della storia del mondo. Di secolo in secolo, le menti migliori hanno lottato per risolverli. E poi si fecero largo un pensiero ed una prassi aventi la forza di mettere a fuoco le leggi dello sviluppo sociale.
Rifiutando una legge volta a condannare i lavoratori all’oppressione eterna, il pensiero del socialismo ha delineato per le “classi” e per i popoli una mappa per la libertà e la giustizia sociale.
La conoscenza rivoluzionaria aiuta i lavoratori e i popoli a non relegarsi e perdersi negli angoli e nelle fessure del capitalismo inferocito, la conoscenza li aiuta ad individuare la strada della lotta e della libertà. Gli sfruttatori, i reazionari, gli esponenti dell’oscurità storica si sono scoperti impotenti di fronte al successo delle rivoluzioni e del socialismo.
Anche i nemici più potenti di Lenin dovettero fare i conti con la sua forza. Per non sembrare meschini, inverosimili e di mentalità ristretta, furono costretti a riconoscere la grandezza di Lenin. “Nessun conquistatore asiatico, né Tamerlano né Gengis Khan, godette della fama di Lenin“, scrisse il convinto anticomunista Winston Churchill.
Naturalmente, ci sono stati tentativi di “corrodere il titanio”. Ma coloro che ci provarono risultarono infine impotenti e patetici. Come Alexander Solzhenitsyn, che provò a seminare la menzogna e la bile reazionaria col suo “Lenin a Zurigo”. Col tempo, si è reso evidente come il mondo intero non sia riuscito a raccogliere abbastanza letame da infangare il nome del fondatore del bolscevismo.
Al giorno d’oggi, la propaganda liberale di tutti i tipi, da un lato, e gli attacchi dei Cento Neri, dall’altro, continuano a mentire e a distorcere l’immagine di Vladimir Ilyich. I nemici del socialismo lo accusano o del “denaro di Parvus”, o della “nave filosofica”, o del Trattato di Brest-Litovsk. Non hanno alcun desiderio di approfondire e comprendere. Hanno assunto il ruolo di costruttori della menzogna. Il loro calcolo si basa sulla disumanità della guerra psicologica del nuovo secolo. Attraverso una spietata deformazione della coscienza, questi lacchè al potere sono ansiosi di seppellire l’autorità di Lenin sotto strati di calunnie e menzogne.
Ma la verità è viva e testimonia: tutte l’opera e l’azione di Ulyanov-Lenin è stata una gigantesca onda d’urto per la liberazione dei lavoratori, per la loro liberazione dall’oppressione e dalla violenza. Per cogliere l’obiettivo di trasformare la società sui nuovi principi di giustizia e umanesimo, uguaglianza e creazione. Il fondatore del bolscevismo agì in nome della maggioranza popolare, il suo principale alleato. Questa maggioranza fu il suo più importante compagno d’armi e seguace, sostenitore e amico. E niente può essere paragonato ad un simile alleato!
Coloro che ebbero la forza intellettuale per meglio comprendere il contributo di Lenin al cambiamento della storia mondiale non tacquero. Il grande scienziato Albert Einstein disse del fondatore dello stato sovietico: “Riconosco in Lenin l’uomo che, con completa abnegazione, ha dedicato tutte le sue forze alla causa della realizzazione della giustizia sociale… Uomini come lui sono i rinnovatori ed i guardiano della nuova coscienza dell’uomo”.
Per tutti coloro che sono in grado di pensare e sentire, V.I. Lenin è un gigante che ha sviluppato in modo creativo la dottrina del comunismo scientifico. Sul piano teorico, padroneggiava lucidamente la dialettica di Marx ed Engels. Era un brillante propagandista delle loro idee, sviluppandole e disseminandole nella vita concreta di tutti i giorni. In una dura polemica con gli opportunisti di destra e di sinistra, Vladimir Ilyich, si oppose risolutamente ai tentativi di sottoporre il marxismo a revisione, ad una sua mutazione in senso opportunista e moderato.
Il contributo di Lenin al marxismo fu così grande che iniziò una nuova fase di sviluppo olistico ed organico nella vita dell’insegnamento comunista. All’inizio del XX° secolo, il marxismo-leninismo divenne una vera innovazione ideologica e teorica. La forza di questa scienza risiede nella capacità di comprendere a fondo processi complessi, generalizzare l’esperienza accumulata e proporre modi per risolvere le principali contraddizioni di un’epoca.
La teoria marxista-leninista è universale. È attuale oggi come lo era all’inizio del XX° secolo. Il suo quadro ideologico è la base di tutti i programmi dei partiti comunisti e operai del pianeta. Nel 2021, nella sua opera “Riflessioni sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era”, Xi Jinping ha affermato esplicitamente che la storia dovrebbe essere valutata “dal punto di vista del materialismo storico”, sottolineando che “il marxismo stesso è la chiave per la verità storica”, e che esso “si manifesta nel suo continuo sviluppo nel tempo e nella pratica”. Per Marx, l’esito della lotta contro il capitalismo era fuori dubbio: il comunismo avrebbe vinto. Xi Jinping ha ricordato: con il crollo dell’Unione Sovietica molti ne dubitavano, ma la Cina ha cancellato ogni dubbio. E il leader della RPC ha perfettamente ragione: gli enormi successi del suo Paese si sono trasformati nella prova della possibilità di vittoria del marxismo.
La forza del movimento comunista sta nel suo stretto legame con la prassi. Lo stesso Lenin rafforzò costantemente questa linea. Ecco perché, dopo aver creato un partito di nuovo tipo, lo condusse con sicurezza attraverso le tempeste di tre rivoluzioni e il fuoco della guerra civile. Il partito bolscevico ha ispirato milioni di cuori con un’enorme fede nella possibilità di un mondo nuovo e giusto.
Lenin riuscì a mettere in campo la questione principale: il potere conquistatore delle idee socialiste. Vladimir Ulyanov-Lenin divenne il primo marxista a guidare una rivoluzione proletaria vittoriosa e a prendere il timone dello Stato per conto degli operai e dei contadini. Sotto la sua guida furono gettate le basi del sistema sociale e statale sovietico. Sino a che la nostra Patria prese la guida dello sviluppo globale.
Il pensiero di Lenin abbracciò fenomeni su scala planetaria e risolse brillantemente i problemi pratici del governo di un paese gigantesco. Questa forza stupì i suoi contemporanei. La portata della sua personalità è stata scolpita per sempre nella poesia e nell’arte. immagini Ha scritto Vladimir Majakovskij di Lenin:
Lui
nel cranio
percorse cento province,
indossato abiti
di un miliardo e mezzo
di persone.
Lenin ha scrutato
Il mondo e lo ha cambiato
durante la notte…
Per il poeta proletario, Lenin è l’uomo che “abbracciando tutta la Terra in un solo sguardo, vide ciò che era nascosto dal tempo”.
Lenin combinò il prudente calcolo politico, l’accuratezza nelle valutazioni e nelle conclusioni con il più grande coraggio rivoluzionario. Fu lui che puntò vittoriosamente sul partito per trasformare la rivoluzione borghese in una rivoluzione socialista. Fu lui a insistere per il Trattato di pace di Brest, una decisione estremamente difficile che si trasformò in nuove vittorie. La svolta di Lenin verso la NEP è avvenuta nonostante lo sconcerto di molti dei suoi compagni, ma il leader del partito aveva ancora una volta ragione!
Fu Lenin, in un ambiente di devastazione generale, carestia ed epidemie di tifo, a trovare il modo di riportare la Patria ferita in prima linea nel progresso tecnologico. Lanciando lo slogan: “Il comunismo è il potere sovietico più l’elettrificazione dell’intero Paese”. Questa formula contiene un imperativo rivolto a tutte le generazioni di comunisti: trovare in ogni svolta della storia ciò che è più dialetticamente funzionale alla trasformazione rivoluzionaria, mettendo ciò al servizio del socialismo.
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