Fonte: HispanTV, 23 dicembre 2023. Versione italiana a cura di Fosco Giannini
Le ultime truppe francesi dispiegate in Niger hanno lasciato venerdì 22 dicembre il Sahel su richiesta della giunta militare rivoluzionaria, appoggiata dal popolo.
“Oggi constatiamo la fine del processo di ritiro delle forze francesi nel Sahel”, ha dichiarato il tenente dell’esercito nigerino, Salim Ibrahim, durante una cerimonia per celebrare la fine della presenza militare francese in Niger, cerimonia tenutasi nell’area di Niamey base (la capitale), dove era di stanza la maggior parte dei circa 1.500 soldati e aviatori francesi presenti nel Paese africano.
La giunta militare, che governa il Paese africano dopo la caduta del presidente Mohamed Bazoum – alleato dell’Occidente – dimesso con un colpo di stato il 26 luglio scorso, ha celebrato la fine della presenza militare dell’ex potenza coloniale in Niger e ha descritto l’inizio di una “nuova era” per la nazione nigerina.
Attraverso una dichiarazione sul suo account di social network X, la giunta ha affermato che “il Niger resta in piedi” e la sua sicurezza non è più legata alla presenza militare straniera. Ha affermato che il governo militare è determinato a superare le sfide esistenti, rafforzando le capacità militari e strategiche del Paese.
L’ascesa al potere dei militari ha alimentato sentimenti antifrancesi in Niger, dove l’ex potenza coloniale è stata accusata di aver saccheggiato le risorse del paese africano per decenni.
Dopo il colpo di Stato, la giunta militare rivoluzionaria ha chiesto il ritiro dei soldati francesi dal Paese. Sebbene il governo francese fosse inizialmente riluttante, poiché riconosceva il deposto Mohamed Bazoum come presidente eletto, il presidente francese, Emmanuel Macron, è stato poi costretto ad iniziare, in ottobre a ritirare le sue truppe.
Inoltre, fonti diplomatiche francesi hanno riferito venerdì 22 dicembre all’agenzia Efe che Parigi intende chiudere la sua ambasciata a Niamey per un periodo indefinito, a causa dell’impossibilità di “funzionare normalmente” e di “svolgere le sue missioni”.
È la terza volta in un anno e mezzo che la Francia è costretta al ritiro militare nelle sue ex colonie, dopo aver abbandonato il Mali alla fine del 2022 e anche il Burkina Faso all’inizio di quest’anno. Il paese europeo ha affermato che la sua presenza militare in Niger e in altri paesi del Sahel aveva lo scopo di combattere il terrorismo, mentre la giunta militare e la nazione nigerina hanno considerato questa una miserabile scusa e che la verità è sempre stata quella degli enormi interessi economici di Parigi in Africa.
La giunta militare anticolonialista e rivoluzionaria al potere in Niger ha promesso di preservare l’indipendenza e la sovranità del paese. In questo senso ha anche annunciato, all’inizio di dicembre, la rottura degli accordi di cooperazione militare con l’Unione europea.
Immagine: Constantin BLAM DIMOUGNA KADEBE, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
Lascia un commento