di Stefano Zecchinelli
La magistratura britannica ha deciso di rimandare, ancora per qualche giorno, la decisione sulla sorte del giornalista eroico Julian Assange, colpevole d’aver svolto, secondo i canoni deontologici, la professione giornalistica: informare i cittadini sugli abusi del potere, dallo sfruttamento di classe alla corruzione e alle guerre. La lotta per la liberazione di Julian è una lotta contro l’imperialismo.
Un altro elemento ha aggravato, ulteriormente, la posizione di Julian “davanti alla Legge” (cit. Kafka): uno dei giudici dell’Alta Corte britannica, Jeremy Johnson, ha già lavorato per l’MI6 britannico e il Ministero della Difesa, come ha rivelato «Declassified». Leggiamo qualche dato biografico del giudice Johnson:
Il giudice Johnson era diventato giudice aggiunto dell’Alta Corte nel 2016 e giudice a pieno titolo nel 2019. Nella sua biografia si legge che ha “spesso agito in casi che coinvolgevano la polizia e i dipartimenti governativi”.
Come avvocato, nel 2007 aveva rappresentato l’MI6 come osservatore durante le inchieste sulla morte della principessa Diana e di Dodi Al Fayed.
Johnson aveva lavorato al fianco di Robin Tam QC, precedentemente descritto dagli annuari legali come un avvocato che “svolge un’enorme quantità di lavoro spesso delicato” per il governo del Regno Unito. All’epoca, fonti del Foreign Office non ricordavano “un’occasione precedente in cui l’MI6 avesse nominato avvocati per un’inchiesta”. Secondo quanto riferito, l’MI6 era “così preoccupato da possibili rivelazioni” durante l’inchiesta che Johnson era stato incaricato di “partecipare alle udienze”.
Secondo quanto riferito, aveva ricevuto istruzioni dall’MI6 prima dell’inchiesta ed era stato incaricato di fornire “tutta l’assistenza che il coroner avesse potuto richiedere”.
L’interconnessione fra la magistratura britannica, il servizio d’intelligence (MI6) e la Nato, avvalora la posizione di chi vede nel deep state britannico, in pratica l’MI6, l’organizzatore della morte del neofascista Navalny, una strana morte per rilanciare l’aggressione imperialista alla Federazione Russa.
Gonzalo Lira: blogger e giornalista assassinato dagli ucraino-nazisti
Il fondatore di WikiLeaks rappresenta l’ultimo baluardo della libertà d’espressione in Europa; qualora l’Europa dovesse perdere Assange, perderà se stessa e la tradizione etica e filosofica derivante dall’illuminismo giuridico. La “perfida Albione”, caratterizzata dalla controrivoluzione puritana, simboleggia una nuova architettura di potere, coniugando le peggiori ideologie reazionarie degli ultimi duecento anni di storia.
L’Occidente collettivo urla per la morte del neonazi Navalny, ma tace sull’assassinio in carcere del giornalista investigativo Gonzalo Lira, lasciato volutamente morire di polmonite dalle autorità ucraine. L’analista strategico Andrew Korybko è entrato nel merito della questione:
“Il nocciolo della questione è che è ufficialmente una questione di politica degli Stati Uniti fornire sostegno a quei suoi cittadini che sono stati detenuti all’estero e lavorare il più duramente possibile per garantire il loro rilascio, specialmente quando il loro presunto crimine riguarda qualcosa anche solo lontanamente collegato all’esercizio della libertà di parola. Il caso di Lira sarebbe stato un esempio da manuale se fosse stato arrestato per i suoi presunti crimini in Russia, Cina o Iran, ma poiché sono stati commessi in Ucraina, l’Usg è rimasto in silenzio”.
Le autorità di Kiev erano state informate dei gravi problemi di salute di Lira, nonostante ciò hanno dolosamente lasciato degenerare il quadro clinico del reporter cileno-statunitense. La morte di Gonzalo, nella logica Cia/Sbu, è un avvertimento “mafioso” per tutti i dissidenti statunitensi all’estero: criticare la politica estera di Washington equivale ad autocondannarsi a morte. Gli ucraino-nazisti, con cinismo e nell’indifferenza, hanno fatto rivivere l’hitlerismo nel cuore d’Europa.
La “sinistra capitalista” ha accelerato la declinazione neoliberista del Grande Reset, utilizzando il neonazismo come una bambola. Scrive il Premio Pulitzer Chris Hedges:
“I vertici del Partito Democratico erano diventati assetati di sangue tanto quanto i Repubblicani dopo la pubblicazione da parte di WikiLeaks di decine di migliaia di e-mail appartenenti al Comitato Nazionale Democratico (Dnc) e ad alti funzionari democratici, tra cui quelle di John Podesta, presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali del 2016”.
Il capitalismo, che secondo Marx è un mostro nato grondando sangue, nell’epoca della “sinistra invertebrata” (cit. Perry Anderson) è un mostro grondante pus. Nessun giornalista s’è avvicinato all’eroismo di Julian: lui è stato il primo, i movimenti antimperialisti potrebbero essere i prossimi.
Riferimenti
https://comedonchisciotte.org/uno-dei-giudici-del-caso-assange-e-un-legale-che-ha-gia-lavorato-per-lmi6-e-il-ministero-della-difesa
https://www.ambienteweb.org/2024/01/13/gli-stati-uniti-sono-responsabili-della-morte-di-gonzalo-lira-in-una-prigione-segreta-ucraina
https://comedonchisciotte.org/lultimo-appello-di-julian-assange
Immagine: Anthony Crider, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
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