Come l’intelligence britannica manipola l’etnopolitica contro Russia e Siria

di Stefano Zecchinelli

La serie di attentati terroristici contro Russia, Iran e Siria non è estranea a un disegno strategico dell’imperialismo collettivo, Usa-Gb/Israele. Le possibili, legittime reazioni dei paesi colpiti potrebbe innescare una spirale pericolosissima. Tuttavia, l’incontinenza genocida di Israele potrebbe determinare la dissoluzione del legame dei servizi segreti anglosassoni con Daesh e del rilancio della costruzione della “Grande Israele”.

L’orrenda strage di Mosca e l’attentato israeliano presso l’ambasciata iraniana di Damasco dimostrano come fascismo, sionismo-revisionista, Islam politico-sunnita, e il “nazionalismo integralista” sistematizzato da Stephan Bandera (differente dal fascismo per la propria matrice pagana-norrena) abbiano la medesima natura di classe: nate come prodotto della “perfida Albione”, la Cia ha fatto lavorare queste quattro correnti neostragiste all’interno della Lega Anti-Comunista Mondiale. Dopo l’11 settembre 2001 (11/9), la lobby degli straussiani ha rilanciato la dottrina della “guerra eterna”; ispirandosi al pensiero dell’ideologo ebreo-fascista Leo Strauss, allievo di Carl Schmitt, gli Stati Uniti hanno sistematizzato la nascita d’una dittatura liberal-globalista mondiale per impedire una nuova Shoah. Stati Uniti, Gran Bretagna ed Israele, da quel momento hanno sacralizzato la Shoah storica, impedendo la comprensione storica d’una tragedia purtroppo non priva di precedenti storici: ebrei, armeni, pellerossa, indios, palestinesi e popolazioni asiatiche, per colpa dell’Occidente collettivo hanno condiviso il medesimo, tragico destino. 

Recuperate le “relazioni pericolose” instaurate dall’intelligence britannica col sionismo-revisionista e l’Islam politico-sunnita, il deep state Usa fece lavorare insieme fascisti e wahabiti contro l’Unione Sovietica. Leggiamo il presidente della Rete Voltaire, Thierry Meyssan, solitamente ben informato su questi temi:

“Negli anni Settanta il miliardario saudita Osama Bin Laden partecipò alle riunioni della Lega anticomunista mondiale di Chiang Kai-shek e di… Iaroslav Stetsko. Osama Bin Laden era membro della Confraternita ed era stato formato dal fratello di Sayyid Qutb, stratega della Confraternita, nonché teorico della jihad; credenziali grazie alle quali fu scelto dagli Stati Uniti per guidare in Pakistan i mujahiddin contro i sovietici’’1.

L’imperialismo collettivo, Usa-Gb/Israele, non disdegna l’utilizzo di wahabiti e fascisti contro i Paesi “non allineati”; dall’Iran sciita alla Federazione Russa, in preparazione della “guerra totale” contro la Repubblica Popolare Cinese. Con cinismo e nell’indifferenza, Washington ha pianificato la distruzione dei tre quarti del pianeta. L’attentato terroristico israeliano, in violazione della sovranità nazionale di Damasco, ha portato alla morte del comandante della Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) iraniano, il generale di brigata Mohammad Reza Zahedi e del suo vice, Mohammad Hadi Haji Rahimi. Le azioni del Mossad ricalcano i crimini della Gestapo; in Israele il problema non è né la “destra”, né, tantomeno, Netanyahu, ma la persistenza d’una ideologia anacronistica che continua a dividere il mondo in aristocrazia e servitù. Il ministro degli Esteri siriano, Faisal Mekdad, condannando il “terrorismo totale” israeliano, ha dichiarato: “L’entità di occupazione israeliana non sarà in grado di influenzare le relazioni tra Iran e Siria”2.

Il ministro Mekdad, con acume diplomatico di scuola sovietica, è riuscito a cogliere un aspetto centrale: disconoscendo il diritto internazionale e rifiutandosi di consegnare all’Onu i propri confini, Israele non può essere definito uno “Stato nazionale”, ma soltanto una entità, perlopiù illegittima. Le armi del “Potere Sionista” (definizione utilizzata dal sociologo marxista James Petras) sono la “guerra cognitiva”, la declinazione bellica dei dispositivi di sorveglianza e la presenza di potenti lobby filoisraeliane nell’Occidente collettivo. 

Israele è uno “Stato pazzo” (come dice lo storico Norman G. Finkelstein), incapace di controllare le dinamiche dell’escalation, un genocidio in perfetto stile hitleriano. Netanyahu, come hanno osservato molti militanti antimperialisti, è “il grande Hitler del nostro tempo”. Leggiamo l’analista strategico Andrew Korybko, russo-statunitense e collaboratore di Russia Today:

“Tuttavia, Israele non controlla più il livello dell’escalation, dal momento che il suo audace attacco spinge l’Iran a rispondere almeno simmetricamente con un proprio attacco contro un consolato israeliano da qualche parte. A seconda che ciò accada o meno e quanto sia grave l’attacco, Israele potrebbe sentirsi sotto pressione per intensificare la sua risposta, catalizzando così un ciclo incontrollabile che potrebbe precipitare nello scenario peggiore. In tal caso, un primo attacco travolgente da entrambe le parti diventa molto più probabile di prima”3.

Il filorusso Korybko definisce “audace” un atto di terrorismo internazionale, ciononostante coglie la geopolitica del conflitto: il caos potrebbe travolgere la regione, estendendo la dottrina del caos creativo allo stesso regime sionista. Israele, qualora diventasse un regime scomodo agli anglosassoni, potrebbe conoscere la medesima calamità imposta, per decenni, ai Paesi “non allineati”: la dissezione neocoloniale.

L’Iran ha coraggiosamente dichiarato che “il malvagio regime israeliano sarà punito”. Una reazione doverosa da un punto di vista antimperialista e, seguendo una disamina giuridica, conforme al diritto internazionale: Teheran ha il Diritto di difendersi.

Il legame dei servizi segreti anglosassoni con Daesh e il rilancio della costruzione della “Grande Israele”, potrebbero dissolversi nei prossimi anni.

Note:

1 https://www.voltairenet.org/article220627.html
2 https://www.infopal.it/attentato-terrorista-israele-bombarda-consolato-iraniano-a-damasco/
3 https://www.infopal.it/attentato-terrorista-israele-bombarda-consolato-iraniano-a-damasco/

Immagine: Rajanews, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0&gt;, via Wikimedia Commons

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