SPECIALE ASSEMBLEA NAZIONALE APERTA – 11 MAGGIO 2024
Cronaca dell’Assemblea
di Nunzia Augeri

Internazionalismo, antimperialismo, lotta di classe!
Dall’alto del Colosseo venti secoli ci guardano, mentre impavidi fendiamo la folla di turisti per raggiungere il Teatro Flavio dove si svolge l’incontro fra i partecipanti al Movimento per la Rinascita Comunista. Sul palco è già installata la triade che presiederà i lavori: Fosco Giannini con il suo viso pallido e intenso, è il primo attore, circondato da una trepida Adriana Bernardeschi e dal compassato gentiluomo che è Michelangelo Tripodi. Nella sala si vanno radunando a poco a poco compagni e compagne provenienti da tutta Italia: ci sono le teste grigie, quelle candide e anche quelle pelate, ma con grande sollievo si constata che più della metà dei convenuti non merita l’augusto titolo di anziano; dal giovane ed esile falegname di Ivrea all’imponente barba nera di Lampedusa, sono uomini e donne giovani e maturi che fanno ben sperare per il futuro del movimento comunista in Italia.
Sin dall’inizio è internazionalismo, è antimperialismo, è eroica lotta di liberazione L’Ambasciatrice dello Stato di Palestina a Roma, Sua Eccellenza Abeer Odeh, non potendo essere presente all’Assemblea, invia un magnifico saluto (che verrà pubblicato in questo Speciale) letto con la necessaria forza da Adriana Bernardeschi.
Si presenta subito in sala, dall’inizio dei lavori, l’Ambasciatrice della Repubblica Plurinazionale della Bolivia, Sua Eccellenza Sonia Brito Sandoval, alla quale va il primo saluto di Tripodi, l’oratore che apre l’Assemblea. Applausi, scroscianti, calorosi, solidali! W la Bolivia rivoluzionaria! Due minuti dopo giunge all’Assemblea l’Ambasciatrice della Repubblica di Cuba, Sua Eccellenza Mirta Granda Averhoff. Il compagno Tripodi la saluta e la platea di compagni si alza in piedi ad applaudirla, ad onorarla! L’Ambasciatrice stessa chiede allora la parola e dal palco rivolge un discorso appassionato e solidale all’Assemblea, dove ribadisce l’importanza dell’unità e dichiara il suo apprezzamento per il percorso che stiamo portando avanti.

L’apertura dei lavori, da parte di Tripodi, tocca immediatamente i punti caldi della situazione mondiale: le stragi in Medio Oriente, la guerra in Ucraina, il sorgere dei Brics; poi in Italia gli omicidi sul lavoro, la cancellazione progressiva dello stato sociale, il distacco della classe politica dalle condizioni di disagio del popolo, e ovviamente per lui – uomo del Sud – la mai risolta questione meridionale, oggi più che mai attuale in vista della cosiddetta “autonomia” delle regioni che penalizzerebbe gravemente il sud. Tripodi termina auspicando il passaggio di testimone ai giovani, ma senza improvvide fughe in avanti e senza diventare l’ennesima piccola scheggia della diaspora comunista.
Per la relazione introduttiva prende la parola Fosco Giannini, che interviene con la sua peculiare capacità di rigorosa analisi critica e di sintesi dialettica che sistematizza i diversi fenomeni del nostro tempo, accompagnate da un entusiasmo e da una passione politica che evitando la retorica si esprimono con sobrietà e fermezza. Anche il suo intervento parte dall’argomento di più bruciante attualità, la strage del popolo palestinese, deplorando la reintroduzione della teocrazia nella storia, visto che Israele è uno Stato che si fonda su basi etnico-religiose. L’argomento guerra evoca subito quella in corso in Ucraina e qui Giannini esprime una “commossa ma ferrea” solidarietà al Partito Comunista dell’Ucraina, ai suoi dirigenti e militanti (“picchiati, aggrediti, torturati, perseguitati, cacciati dal lavoro, imprigionati e assassinati dai governi fascisti di Kiev, governi golpisti sostenuti dagli Usa, dalla Nato e dall’Ue”) e al suo segretario, compagno Piotr Symonenko (“siamo al tuo fianco, ovunque tu oggi sia, compagno Symonenko!”). È ampia e circostanziata l’analisi della crisi in cui si trova il nostro paese, anche quella sanitaria per la quale Giannini esprime un caloroso ringraziamento ai medici cubani che operano in Calabria – e qui parte fragoroso l’applauso di tutti. Il mondo del lavoro attira buona parte del suo intervento, con un cenno interessante all’incombente problema dell’Intelligenza Artificiale, che nel contesto economico-sociale odierno verrà applicata sempre più a vantaggio del profitto con prevedibili ondate di disoccupazione di massa, oggi trattenute per non demolire la capacità di consumo e quindi – ancora una volta – i profitti. Precisa ed esauriente l’analisi del contesto geopolitico generale, dallo scioglimento dell’Unione Sovietica a oggi, nonché – per quanto riguarda l’Italia – della profonda e irreversibile crisi del movimento comunista. Per superarla occorre indagare in modo serio le cause della crisi, ridefinire un pensiero politico teorico adeguato alle sfide odierne, riportare alla lotta di classe i numerosi movimenti che esistono in maniera carsica nella società e riallacciarsi alle masse. La proposta finale è quella di un Tavolo per stabilire una salda unità d’azione e di lotta fra comunisti, fra tutti coloro che si ispirano ancora a un ideale di cambiamento dello stato di cose presente.
Agli interventi dà inizio il rappresentante di Ottolina TV, Gabriele Germani, che porta il saluto di tutta la redazione e dopo un accenno alla fase attuale di rottura degli equilibri internazionali esistenti, con lo scatenarsi di un conflitto fra Nord e Sud globali, pone l’accento sul risveglio politico degli studenti, che stanno radicalizzando le frange più moderate e di fronte alle manganellate stanno arrivando a un punto di rottura.
Arrivano intanto i messaggi e i saluti di coloro che, lontani dall’Italia, non sono riusciti ad essere presenti. Il primo è quello del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, al quale seguono i saluti del Dipartimento Esteri del Partito Comunista Portoghese, del segretario generale del Partito Comunista della Svizzera, compagno Massimiliano Ay, del compagno Igor Camilli di Patria Socialista, da Minsk e, sempre da Minsk, del Partito Comunista della Bielorussia, da diversi leader del movimento palestinese ed altri saluti ancora che troverete in questo Speciale. Dopodiché si leggono i saluti del compagno Alessandro Belardinelli, operaio Fiom, leader delle grandi e odierne lotte all’ex Whirlpool di Fabriano, di altri operai ed esponenti delle lotte contro le Basi Nato e Usa di Camp Darby, Pisa, delle Basi militari della Sardegna, esponenti delle lotte contro la militarizzazione di Lampedusa e della Sicilia.
Sono numerosi i compagni e le compagne che intervengono, apportando le diverse esperienze e le diverse angolature da cui osservano e interpretano i fenomeni del mondo: il professor Giovanni Moriello, della segreteria di Costituente Comunista, Mario Eustachio de Bellis, di Resistenza Popolare, il falegname Jacopo Pitti da Ivrea, la brillante giornalista Geraldina Colotti dal Venezuela, il docente di semiotica dell’università di Milano Francesco Galofaro, il coordinatore nazionale di Risorgimento Socialista, Franco Bartolomei, la professoressa e compagna Alessandra Ciattini, per citarne solo alcuni e scusandoci con tutti gli altri, fra i molti che hanno aggiunto la loro tessera all’importante mosaico politico e teorico che è diventata la discussione. Particolarmente denso l’intervento del professor Alessandro Volponi, presidente del Centro Studi Nazionale “Domenico Losurdo”, il quale presenta un’analisi del governo di destra in Italia, delinea i compiti cui si ispira l’attività del Centro Studi e, vedendo neri nuvoloni che si addensano all’orizzonte, richiama i comunisti alla loro responsabilità di fronte alla ferocia scatenata dal capitale e dall’imperialismo.
Ultimo, appassionante intervento, seguito e applaudito con entusiasmo, è quello della rappresentante dei giovani palestinesi a Roma Maya Issa, che introduce alcuni interessanti elementi di riflessione: anzitutto la rabbia di tanti suoi coetanei, nati e cresciuti sotto le bombe; poi l’analisi di Israele come stato senza confini, perché i confini che progetta sono quelli della grande Israele, che ignora totalmente la Palestina e sui territori destinati ai palestinesi ha installato 800.000 coloni; e – afferma – quella che oggi è in corso a Gaza non è una guerra, ma una cinica e feroce pulizia etnica, di fronte alla quale i resistenti meritano il glorioso nome di partigiani.

Dietro le quinte, nell’ingresso del teatro, si dispiega poi l’altra facciata della riunione: sono in vendita le nuovissime bandiere del MpRC ed il libro (freschissimo di stampa e che va a ruba) che contiene il documento politico-teorico in 27 capitoli che il MpRC ha rapidamente portato a termine per l’Assemblea di Roma. I compagni e le compagne allacciano contatti personali destinati a stringere utili rapporti di collaborazione, effettuano interventi di soccorso – un compagno è caduto e deve curare una brutta botta al ginocchio – o partono affamati alla ricerca di un panino o del caffè, giacché nel programma non è prevista alcuna sosta.
Le conclusioni toccano a Fosco Giannini che, di nuovo delineato il quadro internazionale segnato dalla tragica spinta alla guerra da parte del fronte imperialista, ancor più minuziosamente delineato “l’attacco durissimo e senza resistenza al movimento operaio complessivo italiano proveniente dalle politiche ultraliberiste dell’Ue, dal grande capitale italiano e dal suo governo, il governo Meloni, e vista l’assenza di un’opposizione politica, sindacale sociale a livello dell’attacco capitalista, l’assenza totale dal quadro generale e la crisi finale dei tre piccoli partiti comunisti”, ridefinisce il progetto del MpRC di un Tavolo per l’unità d’azione e di lotta dei comunisti, un Tavolo propedeutico alla messa in campo di un più vasto fronte di lotta, chiudendo con la promessa di un documento che verrà sottoposto a tutti i compagni e le compagne che hanno partecipato e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro, mai così oscuro come in questi giorni. Alle ore 17.00 si chiude tassativamente l’incontro e ci si avvia tutti verso la più vicina stazione della metropolitana: il Colosseo resta al suo posto, immobile testimone del flusso dei turisti e della storia.
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