di Stefano Zecchinelli
L’aggressione imperialista della Natostan (per dirla col giornalista investigativo Pepe Escobar) all’Eurasia ha accelerato la militarizzazione del neoconservatorismo nel cuore pulsante dell’Occidente imperialista: da ideologia distopica e reazionaria a nucleo politico-ideologico del nuovo global fascismo. L’attentato al primo ministro slovacco, il socialdemocratico Robert Fico, ha disvelato il nuovo volto dell’ideologia neocons: capitalismo a mano armata
Chi è l’attentatore del Premier Fico?
L’attentatore, Juraj Cintula, è un estremista liberale: 71enne, poeta, tra i fondatori d’un fantomatico “Movimento Anti-Violenza”, Cintula, nel 2019, dichiarò d’aver votato per Zuzana Čaputová del partito europeista Slovacchia Progressista. Quando la Federazione Russa intervenne in Ucraina per fermare lo sterminio delle popolazioni russofone del Donbass, dichiarando guerra agli “straussiani”, si schierò senza mezzi termini coi “nazionalisti integralisti”: “Ma quale fratellanza slava? Lui è solo l’aggressore”, oltre a questo sproloquio razzista condivise su Facebook il video d’una manifestazione degli ucraino-fascisti, rivendicando i massacri consumati dal Battaglione Azov. Questo personaggio psichedelico, in una congiuntura storica come quella attuale, è il prototipo ideale di suprematista “coi tacchi a spillo” funzionale alla “guerra cognitiva”: le vittime, nell’ideologia del giornalismo lubrificato ed anglofono, diventano gli aggressori anche quando promuovono le medesime modalità omicide di Gladio.
Il canale russo Sputnik ha riportato alcune controversie politiche che hanno visto Fico (in realtà un socialdemocratico “moderato”, compartecipe della disgregazione dello stato proletario cecoslovacco) contrapporsi alla fazione “dem” del complesso militare-industriale Usa.Leggiamo:
“Fico, durante la sua ultima candidatura, si è guadagnato le ire della Nato per aver giurato di bloccare la consegna di armi all’Ucraina. Fico ha anche espresso insoddisfazione per il patto di difesa di Bratislava con Washington, promettendo di rivederlo.
Fico è un fervente oppositore all’adesione dell’Ucraina alla Nato e ha affermato che la Russia ha iniziato la sua operazione militare come conseguenza del dilagare dei neonazisti in Ucraina. Egli ha avvertito che l’assistenza militare occidentale all’Ucraina non farà altro che prolungare la crisi e aumentare il numero delle vittime e ha accusato le forze straniere di essersi intromesse in un conflitto, che «avrebbe potuto essere estinto all’inizio”. Egli ritiene che le sanzioni antirusse abbiano “influenzato negativamente la vita della popolazione slovacca”.
Fico è stato attaccato dai media europei come un populista di sinistra rispetto al populista di destra ungherese Viktor Orban e gli organi di stampa hanno fatto di tutto per accusarlo di “arretramento democratico» e di «violazione delle norme europee”, anche per la sua spinta a riformare il codice penale.
Il premier slovacco si è anche inimicato i potenti interessi politici e commerciali europei, promettendo di avviare un’inchiesta indipendente sulle politiche autoritarie dell’Ue dell’era della pandemia’.1
In estrema sintesi Fico, con merito, ha:
- dichiarato che l’Ucraina non è una normale democrazia borghese, ma uno Stato etnico (aggiungerebbe chi scrive: costruita artificialmente dagli Usa nel cuore dell’Europa);
- proposto negoziati di pace con Mosca, opponendosi alla vendita d’armi a Kiev;
- rimesso in discussione la gestione militarizzata della pandemia e la transizione al “capitalismo della sorveglianza”.
Domanda: il terrorismo euro-atlantico ha condannato a morte un leader socialdemocratico, moderato per quanto concerne diverse questioni di politica interna, per il semplice fatto d’aver rivendicato una relativa indipendenza di fronte alla “guerra globale’’ dichiarata da Washington all’Eurasia? La risposta, dopo una prima disamina dei fatti, potrebbe essere affermativa: la Natostan ha riattivato le reti clandestine di Gladio, con tanto di attentatori in apparenza solitari.
In Italia, il vigliacco pestaggio subito dall’attivista filo-palestinese Chef Rubio, da parte dei nuovi nazifascisti israeliti, è sintomatico: in Occidente, Usa/Gb/Sionismo pianificano spedizioni punitive nei confronti di chi dissente. Nessuno di noi è più al sicuro.
Il 5 ottobre 2023, in occasione dell’elezione del premier slovacco, la testata marxista «World Socialist Web Site» scriveva:
“Il ritiro di Fico dalla guerra in Ucraina, per quanto popolare, ha poche conseguenze pratiche, poiché la Slovacchia ha già consegnato i suoi principali sistemi d’arma e comunque non erano previste ulteriori consegne. Inoltre Pellegrini, potenziale partner della coalizione, è esplicitamente a favore degli aiuti militari all’Ucraina. Il capo dell’Hlas intrattiene stretti rapporti con i socialdemocratici tedeschi (Spd), che sostengono un’escalation della guerra contro la Russia”.2
Il presidente Fico non è un rivoluzionario, ciononostante il capitalismo, nell’anglosfera, non è in grado di metabolizzare nessuna falla sistemica politicamente rilevante. Non si tratta di fascismo, il capitalismo orwelliano guarda ad un futuro da incubo: la transizione ad una nuova architettura del potere non farà a meno di personaggi psichedelici, di picchiatori e di strumenti di coercizione tradizionali, ma li proietterà in un orizzonte prospettico post-moderno. Il pacifismo, in quanto “servo dell’imperialismo”, a mano armata.
Note:
1 https://comedonchisciotte.org/identificata-la-persona-che-ha-sparato-al-primo-ministro-slovacco-roberto-fico/
2 https://www.wsws.org/es/articles/2023/10/07/4f8d-o07.html
Immagine: © European Union, 2024, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons
Lascia un commento