La cospirazione politica Usa contro Julian Assange prosegue

di Stefano Zecchinelli

I media di regime, oltre ad occultare le ragioni della crocifissione di Assange, nascondono la brutale repressione anticomunista ed antisocialista in Ucraina. L’Occidente collettivo, rinnegando la Filosofia del diritto giusnaturalista, s’è trasformata nella giungla degli anglosassoni. Un capitalismo di gran lunga più cinico ed oppressivo.

Il prolungamento del martirio di Julian Assange configura una cospirazione politica, da parte dell’Occidente collettivo, che si proietta in tutto il mondo. Gli attivisti che denunciano i crimini dell’imperialismo Usa, del sionismo e la violenza neoliberale dell’élite aziendale vengono vessati da un nuovo “modello” capitalista basato sulla distopia orwelliana. In Ucraina, il Compagno Bogdan Syrotiuk, leader di 25 anni della Giovane Guardia Bolscevico-Leninista (Jgbl) è stato, nel silenzio della sinistra invertebrata” occidentale e dei media lubrificati, arrestato dalla dittatura “nazionalista-integralista” del sionista-fascista Zelensky. Lo Stato di diritto, caposaldo dell’illuminismo giuridico, s’è decomposto nella transizione ad una nuova Architettura di potere. Torniamo al processo kafkiano (l’ultima udienza s’è tenuta il 20 maggio) nei confronti di Julian, una lenta agonia funzionale a spingere il fondatore di Wikileaks al suicidio. Il deep state britannico, ai vertici d’una monarchia capitalista fuori dalla storia, opera come uno strozzino: uccide lentamente.

Julian Assange: un giornalista eroico contro il complesso militare-industriale Usa

L’Alta Corte di Londra ha deciso di lasciar languire Assange in carcere, nonostante ciò il fondatore di Wikileaks (per ora) non verrà consegnato ai suoi aguzzini a stelle e strisce. La sentenza si basa sul fatto che la Giustizia orwelliana Usa non abbia offerto abbastanza garanzie a Julian, ciononostante Londra seguita a non riconoscere la riproposizione in chiave post-moderna di una sorta di inquisizione medioevale. Assange, rivelando al mondo il funzionamento della nuova Architettura di potere (con la de-classificazione dei cables Vault 7), ha rimesso in discussione il diritto all’esistenza dell’odierno capitalismo della sorveglianza”.  La società della paurache sfrutta la classe operaia, quella che alcuni analisti hanno definito società cocainista (descrivendo i vizi perversi della borghesia), non ha il diritto d’esistere.

Per il giornalismo lubrificato Usa/Ue, Julian non sarebbe un giornalista, ragione per cui non dovrebbe godere della tutela contenuta nel Primo Emendamento; purtroppo nell’Occidente collettivo, compresa l’Italia degli ordini professionali di mussoliniana memoria (quindi anche l’Odg, una corporazione che dà spazio alla Propaganda di guerra Usa), il giornalismo è un Potere al servizio del complesso militare-industriale. La professione giornalistica, dedita al meretricio nei confronti dell’élite aziendale, non ha nessuna dignità deontologica. Hanno ragione: un eroe moderno non rientra in queste categorie.

Scrive il giornalista investigativo e Premio Pulitzer, Chris Hedges:

Julian ha commesso il più grande peccato agli occhi dell’impero: l’ha smascherato come un’impresa criminale. Ha documentato le sue menzogne, le violazioni dei diritti umani, le uccisioni di civili innocenti, la corruzione dilagante e i crimini di guerra. Repubblicano o Democratico, Conservatore o Laburista, Trump o Biden, non importa. Chi gestisce l’impero usa lo stesso sporco manuale.” 1

In Italia non abbiamo nessun Premio Pulitzer a schierarsi dalla parte degli Oppressi, come ha fatto Hedges. Il giornalismo ha avallato la lotta di classe dall’alto dell’élite aziendale, contribuendo ad un processo di deprivazione dei diritti mai visto dall’epoca fascista; in Italia, la collusione dei media con le corporazioni capitaliste ha portato alla demonizzazione di qualsiasi istanza sociale da parte della classe operaia. L’ingiustizia è “legge”, senza contraddittorio. L’attuale capitalismo non guarda al passato: l’ideologia post-modernista è stata l’anello di congiunzione fra la borghesia imperialista statunitense e la declinazione distopica-orwelliana delle nuove tecnologie. Il giornalismo professionista (quello accreditato dalle corporazioni neofeudali), tacendo davanti alla crocifissione di Julian, si è rivelato come Cavallo di Troia dell’imperialismo Usa.

Conclude Hedges:

Se non c’è libertà di parola per Julian, non ci sarà libertà di parola per noi.

La Gran Bretagna, di fatto lustrascarpe degli Stati Uniti e d’Israele, è il Simulacro della Tirannide liberticida narrata da George Orwell, plagiando La rivoluzione manageriale dell’ex trotskista, finito nella destra repubblicana, James Burnham. Lo scrittore socialdemocratico, che fu delatore della neonata Cia, va rovesciato nella declinazione geopolitica del suo capolavoro: 1984 è il capitalismo.

L’odissea giudiziaria di Julian è l’emblema della crudeltà dell’impero nordamericano d’occidente; un martiro costruito sulle fake news della Cia e rilanciate dal giornalismo-professionista filo-Usa, una accozzaglia di pugilatori a pagamento (cit. Gramsci) col bollino dell’ultraborghesia antipopolare.

In un altro intervento, Hedges diceva:

“Abbiamo subito un colpo di stato aziendale, dove i poveri e i lavoratori sono ridotti alla disoccupazione e alla fame, dove la guerra, la speculazione finanziaria e la sorveglianza interna sono l’unico vero affare dello stato, dove non esiste più nemmeno l’habeas corpus, dove noi, in quanto cittadini, non sono altro che merci per i sistemi di potere corporativi, da usare, tosare e scartare. Rifiutarsi di contrattaccare, raggiungere e aiutare i deboli, gli oppressi e i sofferenti, salvare il pianeta dall’ecocidio, denunciare i crimini interni e internazionali della classe dirigente, chiedere giustizia, vivere nella verità, è portare il marchio di Caino.” 2

Il Quarto Potere, avallando la guerra cognitiva”, è complice di questo colpo di stato aziendale”. L’Odg, utilizzando le analogie storiche, avrebbe appoggiato Mussolini o Pinochet come oggi sta occultando i crimini del dittatore fascista Zelensky. Il potere è un gioco di paura, mentre il giornalismo professionista, silenziando Julian, è diventato il Cavallo di Troia di una società cocainista”. 

Note:

1 https://comedonchisciotte.org/continua-lesecuzione-al-rallentatore-di-julian-assange/

2 https://amicuba.altervista.org/blog/?p=18746

Immagine: Matt Hrkac from Geelong / Melbourne, Australia, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0&gt;, via Wikimedia Commons

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