Il comunicato stampa della segreteria nazionale del MpRC, coordinata da Fosco Giannini, sul tentato colpo di stato in Bolivia
Il Movimento per la Rinascita Comunista esprime la massima solidarietà e vicinanza politica al presidente dello stato plurinazionale della Bolivia, Luis Arce, al popolo boliviano e a Sonia Brito Sandoval, ambasciatrice della repubblica di Bolivia in Italia, per il tentato golpe contro il governo, che una parte dell’esercito boliviano ha provato ad organizzare mercoledì 26 giugno a La Paz.
Radunatesi in piazza Murillo, le truppe boliviane “golpiste”, agli ordini del generale Juan Josè Zúñiga, da poco rimosso dal proprio ruolo di comando per atteggiamneti controrivoluzonari, hanno prima assediato il palazzo presidenziale, sfondandone poi, con un carro armato, il portone centrale.
Solo il messaggio diffuso al popolo boliviano e all’esercito lealista dal presidente Arce, asserragliato nel Palazo Quemado (“Oggi è convocato il popolo boliviano. Abbiamo bisogno che si organizzi e si mobiliti a favore della democrazia e contro il colpo di stato in atto”) ha fatto sì che il golpe fosse sventato.
L’immediata indicazione, da parte del presidente Arce, del generale Josè Wilson Sanchez quale nuovo comandante dell’esercito e il subitaneo ordine dello stesso, nuovo comandante, alle truppe scese in piazza Murillo di rientrare nelle caserme, ha fatto sì che il golpe fallisse e il generale Zúñiga venisse arrestato.
L’America Latina controrivoluzionaria, le aree militari più retrive, la borghesia compradora, le aree conservatrici e “terratenienti”, tutte forze appoggiate dall’imperialismo nordamericano e dai servizi segreti Usa, sono da anni in fibrillazione e in cerca di riorganizzazione al fine di sconfiggere le rivoluzioni dell’America Latina e il Socialismo del XXI secolo.
Contro Cuba, il Venezuela, il Nicaragua, il Brasile, l’Ecuador ed ora la Bolivia rivoluzionaria, innumerevoli e continui sono stati e tuttora sono in atto i tentativi golpisti portati avanti, sul campo, dalle forze più oscure della reazione, sollecitate e appoggiate da Washington.
La stessa controrivoluzione iperliberista in corso da oltre sei mesi in Argentina, guidata dal nuovo presidente Javier Milei, che ha portato alla rapida e massiccia privatizzazione di interi comparti pubblici, con il conseguente licenziamento di decine di migliaia di lavoratori, è parte integrante del progetto generale controrivoluzionario volto a piegare i processi di trasformazione sociale e rivoluzionaria che si registrano in tanta parte dell’America Centrale e del Sud America.
Le grandi conquiste sociali ottenute dal Mas (Movimento al socialismo), da tempo al governo della Bolivia, che hanno portato ad un grande e nuovo sviluppo industriale, ad una scolarizzazione di massa, all’estensione della sanità pubblica a tanta parte della popolazione, alla drastica riduzione della povertà di massa e alla costruzione della democrazia attraverso l’unità paritaria dei popoli indigeni boliviani, sono successi popolari non più sopportati dai gruppi della reazione economica, politica e militare boliviani. Lo stesso generale golpista Juan Josè Zúñiga si è espresso proprio in questi termini per motivare il tentativo di colpo di stato: “Non sopportiamo più il Mas al potere”.
La Bolivia, considerata “la miniera dell’America Latina” grazie ai suoi grandi giacimenti di litio, oro, metalli preziosi e gas naturale, con le politiche del Mas ha visto riconsegnare le ricchezze del proprio sottosuolo al popolo e allo stato socialista. In vista delle prossime elezioni del 2025, l’obiettivo strategico delle forze reazionarie, del grande capitale boliviano e dell’imperialismo Usa è quello di spegnere la rivoluzione socialista del Mas.
Ma le rivoluzioni dell’America Latina non saranno sconfitte.
Già il popolo argentino è sceso in lotta contro il governo ultrareazionario di Milei. Il Nicaragua sandinista, con un documento firmato dal presidente Daniel Ortega, ha denunciato con forza il tentativo golpista in Bolivia (“Fuerza, hermanos bolivianos. Este nuevo intento de golpe de estado no pasarà”). E allo stesso modo, il presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha immediatamente, lo stesso 26 giugno, condannato duramente il tentativo golpista a La Paz esprimendo al governo boliviano “la totale e fraterna solidarietà”.
Sappiamo che l’intero mondo comunista, antimperialista e rivoluzionario sosterrà la rivoluzione del Mas in Bolivia.
In Italia, il Movimento per la Rinascita Comunista, a fianco del popolo boliviano, del Mas e del governo rivoluzionario della Bolivia, opererà con tutte le sue forze – assieme e in modo unitario con le altre forze comuniste e antimperialiste – in difesa della rivoluzione boliviana.
W il popolo boliviano, W la rivoluzione boliviana, W il Mas!
A nome della Segreteria nazionale,
Fosco Giannini, Coordinatore Nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista (MpRC).
Immagine: Fora do Eixo, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
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