a cura della redazione
Dare un nuovo impulso ai lavori del Centro Studi Nazionale «Domenico Losurdo»: è l’obiettivo indicato dall’assemblea del 30 giugno.
A poco più di un anno dalla sua nascita, il Centro Studi Nazionale «Domenico Losurdo» è pronto a rilanciare l’attività politico-culturale, con l’obiettivo di contribuire efficacemente all’elaborazione teorica marxista, per il rafforzamento del movimento comunista e della sinistra di classe. È quanto emerso durante l’assemblea generale dell’associazione, tenuta il 30 giugno, che ha provveduto al rinnovo degli organismi e alla indicazione delle linee guida per il lavoro dei prossimi mesi.
Nell’intervento introduttivo, il presidente uscente, Alessandro Volponi, ha sottolineato che questo collettivo è ancora lontano dall’esprimere tutte le sue potenzialità, testimoniate dalla qualità dei contributi pubblicati e delle iniziative svolte, il cui intento sin dall’inizio era studiare insieme per invertire il senso comune e per produrre un programma comune a tutte le forze di progresso. Un progetto che ha suscitato subito grande interesse e la speranza di riannodare i fili spezzati di una sinistra di classe in grande crisi.
“Bisogna sottolineare – ha affermato Volponi – che non c’è un settore della vita sociale che presenti un’inversione di tendenza: peggiorano i conti pubblici, ristagna l’economia, dilaga il lavoro sottopagato, esplode la questione delle condizioni della manodopera immigrata, la sanità pubblica è al collasso, molti rinunciano alle cure, si moltiplicano gli sfratti per morosità, ma la speculazione edilizia continua a imperversare”.
Il presidente del Centro Studi ha quindi tracciato un quadro spietato e preciso della situazione italiana ed internazionale: “Assistiamo ad un poderoso attacco all’impianto originario della Costituzione repubblicana: autonomia differenziata, premierato, sabotaggio della repressione della corruzione e della pubblicità delle indagini in presenza del Pnrr. Continuano ad operare dentro lo Stato gli agenti del depistaggio e della distruzione delle prove, a più di quarant’anni dai fatti, come evidenziano le riaperture delle indagini su Ustica e sull’omicidio Pecorelli”.
Ed ancora: “Le imprese in crisi, i privati indebitati, divengono facili prede della liquidità delle mafie. Nel Mezzogiorno i mali del paese si presentano nella forma più acuta, uno dei nostri compiti è svelare i mille fili che legano il benessere relativo di alcune parti del paese all’arretratezza del Sud e diffondere la coscienza che la questione meridionale è questione nazionale, decisiva per l’intero paese.
L’Italia è parte sempre più irrilevante del drammatico scenario internazionale, segnato dalla decadenza di un impero deciso ad usare qualunque mezzo per prolungare il suo regime di dominio e sfruttamento; con la tragedia palestinese l’ipocrisia del civile occidente è saltata agli occhi del mondo che vede nel genocidio palestinese l’esempio estremo del razzismo occidentale”.
Non è mancato poi un riferimento al conflitto che si è aperto da oltre due anni in Europa: “Neppure la guerra in Ucraina poteva avere un tale effetto rivelatore. È chiaro che il presupposto della strategia della Nato è l’idea che i russi siano incapaci di difendere il loro enorme territorio e le sue risorse e che il popolo ucraino sia composto di utili idioti che i neonazisti possono spingere al macello oltre ogni limite”.
In conclusione, Volponi ha evidenziato, per quanto superfluo potesse essere, l’indipendenza del Centro Studi e dei gruppi di lavoro che lo compongono nella scelta dei temi di ricerca, dei metodi di indagine e di organizzazione e nel reclutamento di nuovi soci.
Dopo la relazione del presidente del Centro Studi, anche alla luce del fatto che molti compagni del comitato uscente hanno assunto incarichi direttivi nella segreteria del Movimento per la Rinascita Comunista e risultano quindi già gravati da una notevole mole di lavoro, si è proceduto al rinnovo dell’organismo.
All’unanimità sono stati eletti: Alessandro Volponi (docente di filosofia e studioso di questioni economiche), Alessandra Ciattini (saggista, docente di antropologia culturale all’Università La Sapienza di Roma), Laura Baldelli (esperta e studiosa di storia del cinema, docente di storia e letteratura), Lucia Mango (giurista, esperta di questioni del lavoro, responsabile servizio prevenzione e protezione metalmeccanici), Fulvio Bellini (esperto e studioso di questioni internazionali e geopolitiche), Nunzia Augeri (saggista, storica della Resistenza, traduttrice, in Italia, di grandi opere del pensiero filosofico, politico ed economico, dalle opere di Samir Amin ad Oltre il capitale di Istvàn Mészàros), Stefano Gatti (docente di storia, saggista e storico del movimento operaio), Giustino Scotto d’Aniello (esperto e studioso di questioni abitative ambientali), Alessandro Testa (intellettuale e saggista marxista, studioso di questioni filosofiche e teologiche), Francesco Galofaro (saggista, docente di semiotica, esperto e studioso della storia dell’Urss, della Russia e dei paesi dell’est Europa), Alessandro Pascale (docente, saggista, storico del movimento operaio), Fabrizio Fasulo (studioso di questioni filosofiche, del movimento contro la militarizzazione Usa-Nato in Sicilia), Sebastiano Fontanari (studente alla facoltà di filosofia dell’Università di Padova), Federico Fioranelli (docente di diritto ed economia, saggista), Roberto Comandè (esperto di questioni della comunicazione e studioso di storia del movimento operaio), Alessandro Belardinelli (operaio, rappresentante Fiom-Cgil, tra i leader della lotta alla Whirlpool), Stefano Tenenti (dirigente del sindacalismo di classe), Alessandro D’Angelo (studioso di economia politica internazionale ed economia geopolitica, laureato nel Regno Unito e presso l’Università del Popolo Cinese, a Pechino. Attualmente docente nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese).
Per facilitare la fase di avviamento e consolidamento della struttura organizzativa del Centro Studi, anche se lo statuto prevede la copresidenza di una terna di compagni (quella uscente era composta da Alessandro Volponi, Carlo Formenti e Dario Leone), si è deciso di dotarsi d’ora in avanti di un unico presidente.
Su proposta di Carlo Formenti è stato quindi eletto all’unanimità Alessandro Volponi.
Subito dopo si è provveduto a nominare Alessandro Testa direttore del sito web, che sarà trasformato in una vera e propria rivista scientifica, e Sergio Leone, quale tesoriere.
Conclusa la fase delle nomine, sono stati proposti gli assi strategici di ricerca che il Centro Studi ritiene imprescindibili affrontare, trasformando i contributi dei singoli compagni in un lavoro collettivo e sviluppando una collaborazione internazionale con istituzioni accademiche. Per ottimizzare i risultati, verranno individuati i temi su cui i gruppi di studio si concentreranno prioritariamente, in maniera trasversale e sinergica.
Tra le ipotesi avanzate, anche la pubblicazione, con cadenza trimestrale/quadrimestrale, di testi monografici, che raccolgano il lavoro svolto dai gruppi, sui temi prescelti. Un punto metodologico di intervento considerato di primaria importanza è lo svecchiamento del linguaggio, alla luce della situazione concreta odierna e non attraverso approcci dogmatici, obsoleti e comprensibili solo agli “addetti ai lavori”.
Tra i possibili temi su cui incentrare la riflessione e la ricerca nel 2024 e nel 2025:
- La riscoperta di Marx, ad oggi conosciuto superficialmente ed in maniera dogmatica ed ossificata persino da molti quadri dirigenti comunisti. Particolare rilevanza potrebbero avere i temi dell’alienazione dell’essere umano come risultato del modo di produzione capitalista e della critica posta da Marx all’hegelismo di sinistra – lucida prefigurazione dell’inconciliabilità tra il comunismo e la sinistra borghese.
- In occasione del centenario della morte di Vladimir Il’ic Ul’janov Lenin, approfondire la lotta teorica contro l’idealismo da un lato, ma anche le visioni positiviste e meccaniciste dall’altro.
- Riprendere il pensiero di Lukacs, nelle sue diverse sfaccettature e nei suoi diversi momenti storici, considerandone attentamente il ruolo assunto nella formazione del cosiddetto “marxismo occidentale”
- L’approfondimento del pensiero di Domenico Losurdo riguardanti la dialettica tra marxismo occidentale e marxismo orientale, visti alla luce della situazione odierna, nonché la sua controstoria del pensiero liberale.
- Il rapporto marxismo-ecologia, il capitalismo digitale, il tecno-feudalesimo e l’intelligenza artificiale.
Durante la discussione, è stato evidenziato che la terziarizzazione ha generato l’idea di un superamento della concezione marxista dello sviluppo, ma l’arresto della globalizzazione mira alla reindustrializzazione dei paesi parassitari che finanziano sempre più l’industria militare. Si viene inoltre profilando la crisi del dollaro, con il concomitante crescente ruolo dei Brics sulla scena mondiale. Contemporaneamente tornano di attualità nazismo e fascismo, che vanno analizzati nella loro complessità, così come il populismo di sinistra che li contrasta concretamente.
Sono stati, poi, accostati due fenomeni che vanno assumendo proporzioni impressionanti con ben differenti ordini di grandezza: l’astensionismo elettorale e le dimissioni dal lavoro, segnali di disgregazione del tessuto democratico e sociale; alle contraddizioni di classe si sovrappongono contraddizioni interstatuali e interetniche ed il marxismo si rigenera in originali contaminazioni con le culture dei continenti extraeuropei, ma lo stesso Marx, inedito, ancora nostro contemporaneo, continua a parlarci.
Nell’intervento di chiusura, il presidente del Centro Studi ha proposto di affiancare al lavoro più eminentemente teorico anche un piano di lavoro centrato su temi fondamentali quali il fascismo, la guerra, la sanità, il lavoro, per i quali saranno promossi convegni, disegni di legge di iniziativa popolare. Un percorso che dovrà culminare nella redazione, il prossimo anno, di un programma di governo completo, che coinvolgerà gran parte dei gruppi di lavoro.
Volponi ha quindi prospettato una prossima riunione del comitato direttivo, per la definizione dei temi strategici da affrontare nel periodo 2024/2025, l’individuazione di modalità operative per la diffusione dei contenuti, eventuali accorpamenti dei gruppi di studio e la convocazione delle riunioni dei gruppi di studio, che saranno chiamati ad esprimere il proprio coordinatore.
Immagine: logo ufficiale Centro Studi Nazionale «Domenico Losurdo»
Lascia un commento