Il Movimento per la Rinascita Comunista alla Festa do Avante

di Gianmarco Pisa

Un’ampia delegazione del MpRC, composta da Annita Benassi, Candida Caramanica, responsabile relazioni internazionali, Vladimiro Merlin, responsabile lavoro, e Gianmarco Pisa, responsabile esteri del Movimento per la Rinascita Comunista, ha partecipato allintera tre-giorni della Festa do Avante e tenuto incontri bilaterali con numerose forze comuniste, tra le quali, in particolare, il Dkp (Partito Comunista Tedesco), il Pcf (Partito Comunista Francese), il Partito Comunista del Cile, e il Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola (Mpla). E ovviamente con Pedro Guerreiro, responsabile esteri del Partito Comunista Portoghese.

Per tutto il movimento democratico europeo e internazionale, non solo per i comunisti e le comuniste in Europa, la Festa do Avante, la festa politica, sociale, culturale del Partito Comunista Portoghese, è un punto di riferimento imprescindibile: non solo perché si tratta, per la sua storia e le sue caratteristiche, della festa più grande tra quelle delle forze comuniste in Europa, ma anche perché, come ripetono, e hanno ripetuto anche in questa occasione, i compagni e le compagne portoghesi, non si tratta solo di una festa, ma di un momento fondamentale dell’iniziativa, della mobilitazione e della lotta del Partito.

Festa lo è senza dubbio, e anche festa di popolo: per l’intera durata delle tre giornate, certamente quella di apertura del 6 settembre scorso, e a maggior ragione le due giornate del 7 e 8 settembre, l’intero spazio di Atalaia, Amora, praticamente una città nella città poco distante dal centro della capitale portoghese, Lisbona, è stato letteralmente gremito di persone, e la straordinaria partecipazione di massa, la moltitudinaria presenza di cittadini e cittadine, lavoratori e lavoratrici, esponenti del mondo dell’arte, delle lettere e della cultura, simpatizzanti e militanti del partito, ma più ancora tantissime famiglie e tantissimi giovani, alla cui presenza alle feste politiche dalle nostre parti siamo, purtroppo, sempre meno abituati, era più che visibile alle presentazioni di libri, negli spazi dei forum e dei dibattiti, negli eventi serali di musica, danza, teatro, caratterizzati, tra l’altro, da un programma ricchissimo e di altissimo livello.

La dimensione di una festa di popolo è indubbiamente quella che salta subito agli occhi e questo elemento, unito agli altri, ha un ragguardevole significato politico: esprime la straordinaria partecipazione e il fortissimo radicamento che il Partito Comunista Portoghese è capace di organizzare; rappresenta il potenziale di mobilitazione che, peraltro non solo in relazione alla Festa do Avante, il partito è in condizione di sviluppare, mobilitando, appunto, non solo le proprie strutture e le proprie articolazioni, ma una parte significativa di cittadinanza democratica e progressista; e segnala la forza anche culturale, simbolica, della Festa do Avante, che è molto più che una mera, pur importantissima, rassegna di partito, ma che è ormai un evento solido, stabile, riconosciuto, al quale si partecipa in così gran numero proprio perché è un punto di riferimento nel panorama sociale e culturale portoghese e proprio perché ospita un programma di eventi di alto livello e una organizzazione di straordinaria efficacia, grazie al lavoro militante di tantissimi compagni e compagne.

Sarebbe, d’altra parte, impossibile ridimensionare o sottovalutare la portata politica, il potenziale politico, di tutto questo: una festa di popolo, di tale portata e di tali dimensioni, che è al tempo stessa la festa politica del Partito Comunista Portoghese, un partito, come chiaramente ricordato anche nel comizio conclusivo con le parole del compagno Paulo Raimundo, segretario generale del Partito, marxista e leninista, patriottico e internazionalista, e che richiama alla mente i contenuti dello straordinario volume di Álvaro Cunhal, Il partito dalle pareti di vetro. Il Partito Comunista come strumento del processo rivoluzionario e “anticipazione” del socialismo: “Da dove viene a noi, comunisti portoghesi, questa allegria di vivere e di lottare? Che cos’è che ci porta a considerare la nostra attività nel Partito come un aspetto centrale nella nostra vita? Che cos’è che ci porta a destinare tempo, energie, capacità, attenzione al lavoro nel Partito? Che cosa ci porta ad affrontare, a causa delle nostre idee e della nostra lotta, tutte le difficoltà, i pericoli, a resistere alle persecuzioni e, se le condizioni lo impongono, a sopportare torture e condanne e a dare la vita se necessario? L’allegria di vivere e di lottare ci viene dalla profonda convinzione che è giusta, entusiasmante, invincibile la causa per la quale lottiamo”.

In questa cornice, nell’incontro bilaterale che la delegazione del MpRC ha tenuto con il compagno Pedro Guerreiro, responsabile esteri del Partito Comunista Portoghese, in uno scambio di grande apertura e di fraterno dialogo, della durata di quasi due ore, per nulla scontato né tantomeno rituale, sono emersi numerosi temi centrali dell’attività e della lotta dei comunisti e delle comuniste portoghesi e richiami politici di grande importanza, in generale, per i compagni e le compagne europei. Quella del Pcp è una storia gloriosa, che si dipana attraverso una serie di date cruciali: il 1921 della fondazione del partito come sezione portoghese della Internazionale comunista; il 1927 della riorganizzazione del partito in clandestinità a seguito del colpo di stato militare fascista; il 1929 della inaugurazione della segreteria di Bento António Gonçalves, morto, in campo di concentramento, appena quarantenne, e al quale si deve l’avvio del “partito nuovo”, a ispirazione marxista-leninista; il 1935 del fondamentale VII congresso dell’Internazionale comunista; il 1947 della ripresa del contatto del partito con il movimento comunista internazionale e, a seguire, gli anni durissimi della dittatura del regime fascista di Salazar; il 1965 del “Patto della vittoria” del riconfermato segretario Álvaro Cunhal; fino ad arrivare alla gloriosa Rivoluzione dei garofani del 1974, la rivoluzione popolare a orientamento socialista avviata dalle componenti progressiste e anticolonialiste delle forze armate portoghesi, nelle vicende della quale, e negli anni successivi della riconquista delle libertà democratiche, i comunisti hanno svolto un ruolo essenziale.

I giovani, dunque, ricorda Pedro Guerreiro, hanno preso la decisione, in anni difficili, di rifondare il partito, e di riorganizzarne la direzione politica su base marxista-leninista, dando vita a un processo di ricostruzione del partito nella classe operaia, facendo del partito una organizzazione in primo luogo della classe operaia e del popolo lavoratore, dando tutta la propria vita, consegnando tutte le proprie energie alla costruzione del partito come avanguardia del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici e strumento del “movimento reale che abolisce lo stato di cose presente”, a partire, seguendo Lenin, dalla “analisi concreta della situazione concreta”. E proprio da qui si dipanano, infatti, le direzioni di lavoro dell’iniziativa politica dei comunisti e delle comuniste: radicarsi nella classe operaia e nel più ampio movimento dei lavoratori e delle lavoratrici; un ruolo positivo, attivo, dinamico, nel sindacato; un ruolo positivo, attivo, dinamico nei movimenti di massa; un lavoro di massa a partire da una linea di massa; al tempo stesso, insieme, la solidità ideologica, la concretezza organizzativa e la capacità di argomentazione, di egemonia, riprendendo Gramsci, di “connessione sentimentale”; la credibilità.

Questo incontro, e in generale i bilaterali che si sono svolti nel contesto della Festa, tra i quali, in particolare, con il DKP (Partito Comunista Tedesco), con il Pcf (Partito Comunista Francese), con il Partito Comunista del Cile, con il Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola (Mpla), sono stati non solo l’occasione per presentare l’orientamento strategico e le linee politico-teoriche del Movimento per la Rinascita Comunista, ma anche lo spunto per condividere elementi della fase e dell’attualità politica, per scambiare elementi di riflessione e di valutazione sul contesto politico dei rispettivi Paesi e sullo scenario internazionale più complessivo, per mettere a conoscenza e condividere i contenuti delle principali iniziative di lotta e delle principali campagne politiche in corso. Per noi, come Movimento per la Rinascita Comunista, è stata anche l’occasione per segnalare la propensione unitaria del nostro movimento che, sulla base del marxismo e del leninismo, rifiutando tanto impostazioni eclettiche e spontaneistiche, quanto approcci dogmatici o settari, nello spirito della più ampia apertura possibile a partire dalle comuni coordinate di affinità politico-ideologica, punta alla più ampia unità possibile dei comunisti e delle comuniste nel nostro Paese, a partire dalla grande maggioranza dei compagni e delle compagne che oggi, in Italia, sono assai più fuori che dentro le strutture politiche organizzate, e alla più efficace unità d’azione con le forze comuniste dalla comune ispirazione ideologica.

Come evidenziato nelle parole del comizio di Paulo Raimundo, peraltro, è necessario costruire “un progetto per andare oltre ed allargarsi a un numero ancor maggiore di persone e a sempre nuovi protagonisti che riconoscono che questo è il loro spazio di azione per una vita migliore, la forza del lavoro, dell’onestà e della competenza, una forza che sa che, contrariamente a quanto ci dicono, il Paese ha un futuro. Non siamo destinati a essere un Paese con bassi salari, povertà e dipendenza, come abbiamo detto tante volte, nella vita del popolo non ci sono strade senza uscita. C’è una risposta ai problemi nazionali. Il Portogallo ha risorse, forze, persone oneste e nell’Aprile e nella Costituzione gli strumenti per portare avanti una politica patriottica e sovrana, libera da vincoli e imposizioni esterne, una politica autenticamente di sinistra, con il lavoro e i lavoratori e le lavoratrici al centro della propria azione. Una politica alternativa, che garantisca ai giovani salario e stabilità, per studiare, lavorare, vivere ed essere felici qui […]. Confidiamo nella forza dei lavoratori e del popolo, confidiamo nella creatività e nella iniziativa dei giovani, confidiamo in questa lotta che, nelle celebrazioni del 50. anniversario della Rivoluzione d’Aprile e nella lotta del Primo Maggio, si è trasformata in un momento indimenticabile di affermazione di valori e di forza per difendere l’Aprile e rispettare i lavoratori”.

Nella Festa do Avante risuonano le note della “Carvalhesa”, il tema musicale simbolo del Partito, sulla cui melodia l’intera festa si alza e inizia a ballare; e a chiusura del comizio del segretario generale, insieme con l’Internazionale, si diffondono le note e le parole dell’inno dell’Avante, Avante Camarada: “Verso un nuovo avvenire / Unisciti a noi, compagno / Porterai con te / In ogni angolo, in ogni casa / La nostra bandiera rossa / Porterai con te / In ogni angolo, in ogni casa / La nostra bandiera rossa”.

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