L’aggressione imperialista alla Russia e la “deterrenza nucleare”

di Marinella Mondaini *

Lo scorso 25 settembre è stata resa nota a Mosca la linea politica messa a fuoco dal governo russo e dal presidente Putin: di fronte ai sempre più sfacciati e provocatori disegni degli Usa e della Nato, volti a far “colpire in profondità”, con missili Usa-Nato-Ue, il territorio russo dall’Ucraina fascista, la decisione assunta è stata quella che se la Russia fosse bombardata “in profondità” essa reagirebbe con colpi nucleari. La virulenza dell’attacco Usa-Nato-Ue ha già determinato questo drammatico cambiamento nella Dottrina militare russa. E il mondo intero è sull’orlo del baratro.

L’altro giorno a Mosca, durante la “Riunione costante sulla deterrenza nucleare”, che si tiene due volte l’anno, è stato annunciato un avvenimento molto atteso.
“All’ordine del giorno di oggi – ha affermato Putin – “abbiamo la questione relativa all’aggiornamento dei Fondamenti della Politica Statale nel campo della Deterrenza Nucleare. Si tratta di un documento che, insieme alla Dottrina Militare, definisce ufficialmente e nei dettagli la strategia nucleare della Russia. Innanzitutto è stato fissato il principio fondamentale dell’impiego delle armi nucleari, e precisamente che l’uso delle forze nucleari è una misura estrema per proteggere la sovranità del paese. Sottolineo che abbiamo sempre affrontato tali questioni con la massima responsabilità. Ben consapevoli del potere colossale che possiedono queste armi, abbiamo cercato di rafforzare la base giuridico-internazionale della stabilità globale e di non permettere la proliferazione delle armi nucleari e dei loro componenti. Oggi la triade nucleare rimane la più importante garanzia della sicurezza del nostro Stato e dei nostri cittadini, uno strumento per mantenere la parità strategica e il bilancio delle forze nel mondo.
Insieme a ciò, vediamo che l’odierna situazione politico-militare sta cambiando dinamicamente e di questo siamo obbligati a tenere conto. Compreso l’emergere di nuove fonti di minacce militari e rischi per la Russia e i suoi alleati. È importante prevedere lo sviluppo della situazione e cambiare di conseguenza le posizioni del documento di pianificazione strategica, adattandole alle realtà attuali. Nell’ultimo anno, gli specialisti del Ministero della Difesa, del Ministero degli Affari Esteri, dell’Apparato del Consiglio di Sicurezza e di altri dipartimenti, hanno condotto un’analisi profonda e completa e hanno valutato l’indispensabilità di adeguare i nostri approcci al possibile utilizzo delle forze nucleari. Sulla base dei risultati di questo lavoro, è stato proposto di apportare una serie di modifiche riguardo la determinazione delle condizioni per l’uso delle armi nucleari. Pertanto, nella bozza dei Fondamenti è stata ampliata la categoria degli Stati e delle alleanze militari contro cui viene attuata la deterrenza nucleare, è stato integrato l’elenco delle minacce militari, per neutralizzare le quali vengono eseguite le misure di deterrenza nucleare. Su di un punto vorrei ancora attirare la vostra attenzione, in particolare: nella versione aggiornata del Documento, si propone che l’aggressione contro la Russia da parte di qualsiasi Stato non nucleare, ma con la partecipazione o il sostegno di uno Stato nucleare, sia considerata come un attacco congiunto alla Federazione Russa. Vengono anche indicate – ha proseguito Putin – “chiaramente le condizioni per cui la Russia potrà impiegare le armi nucleari. Considereremo questa possibilità non appena riceveremo informazioni attendibili sull’inizio di attacco massiccio con armi aerospaziali e sul loro attraversamento del nostro confine statale. Intendo: aerei strategici e tattici, missili da crociera, droni, aerei ipersonici e altri aerei. Ci riserviamo il diritto di utilizzare armi nucleari in caso di aggressione contro la Russia e la Bielorussia, come membro dello Stato dell’Unione. Tutte queste questioni sono state concordate con la parte bielorussa, con il Presidente della Bielorussia. Compreso anche il fatto che il nemico, utilizzando armi convenzionali, crei una profonda minaccia critica per la nostra sovranità. In conclusione, vorrei sottolineare che tutte le modifiche sono state soppesate a fondo e commisurate alle minacce militari moderne e ai rischi per la Federazione Russa”. (traduzione di Marinella Mondaini, http://kremlin.ru/events/president/news/75182).

Questo è quanto reso pubblico da Vladimir Putin, poi la riunione è proseguita a porte chiuse. La proposta di Putin di apportare le modifiche che i tempi hanno reso necessarie ai Fondamenti e alla Dottrina per l’uso delle armi nucleari, avrà una sua materializzazione nell’Ukaz, nel Decreto che prossimamente verrà pubblicato. E allora sicuramente sapremo a quali paesi sarà dedicato l’impiego di queste armi; figureranno i paesi nemici: gli Usa, la Gran Bretagna, la Ue, in primis la “jena d’Europa” (la Polonia) e la “tigre baltica”, e ovviamente, e purtroppo, non sarà esentata l’Italia. Insomma, la decisione è importantissima per i destini del mondo intero. Prima di tutto perché d’ora in poi la risposta nucleare la riceveranno non solo gli Stati che minacciano la sovranità e l’integrità della Russia, ma anche i loro mandanti, i paesi che posseggono le armi nucleari, in altre parole: gli Stati Uniti saranno considerati “aggressori”, ciò sembra molto chiaro. Per il regime ucraino, privo dei benché minimi segni di legalità, il messaggio, in un linguaggio crudo e diretto, è che se i soldati ucraini rimarranno nella regione di Kursk, se i loro droni voleranno in massa verso la Russia, la risposta sarà nucleare. Quindi verranno colpiti non solo i suoi mandanti, ma anche l’Ucraina stessa, in particolare i suoi 5 aerodromi. Certi movimenti di truppe che in questi ultimi tempi stanno avvenendo nella direzione di Cherson, sono un segno chiaro che il regime neonazista ucraino non desiste dall’intenzione di colpire la Crimea, il suo ponte e i territori che sono entrati a far parte della Russia.

Il capo del Comitato per la Difesa della Duma di Stato, il generale Andrej Kartapolov ha affermato: “I cambiamenti relativi alla dottrina nucleare permetteranno alla Russia di diventare più flessibile ed efficace, le modifiche sono state apportate per garantire che la dottrina corrisponda alla realtà odierna”.

Il vice capo del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa ha scritto sul suo canale Telegram che “L’aggressione contro la Russia da parte di un qualsiasi Stato, che anche non possegga armi nucleari, ma la cui aggressione avvenga con la partecipazione o il sostegno di uno Stato che possieda le armi nucleari, verrà considerato come un attacco congiunto alla Federazione Russa. Tutti hanno ben capito di che paesi stiamo parlando. La difesa nucleare sarà garantita alla Bielorussia come nostro alleato più stretto. Per la felicità della Polonia e di molti altri pigmei Nato. Il lancio massiccio e l’attraversamento del nostro confine da parte delle armi aerospaziali nemiche, compreso aerei, missili e droni in determinate condizioni, potrebbe diventare la base per l’uso delle armi nucleari e questo dovrebbe essere motivo di riflessione non solo per il corrotto regime neonazista, ma anche per tutti i nemici della Russia che stanno spingendo il mondo verso la catastrofe nucleare. È chiaro – ha proseguito il vice capo del Consiglio di Sicurezza – “che ogni situazione che dà luogo al ricorso alla protezione nucleare, deve essere valutata insieme ad altri fattori e la decisione sull’uso delle armi nucleari sarà presa dal Comandante in Capo Supremo, tuttavia lo stesso cambiamento delle condizioni normative per l’uso della componente nucleare da parte del nostro paese può raffreddare l’ardore di quegli oppositori che non hanno ancora perso il senso dell’autoconservazione. Ebbene, per chi non vuole capire resterà solo la massima romana: caelo tonantem credidimus Jovem Regnare…” (traduzione di Marinella Mondaini, https://t.me/medvedev_telegram/531).


La locuzione latina “abbiamo creduto al fatto che Giove regnasse in cielo solo quando lo abbiamo sentito tuonare” è chiaramente indirizzata a chi crede che la Russia stia bluffando e non risponderebbe con le armi nucleari: questa idea circola ancora negli ambienti di Washington.
“I capi degli Stati membri dell’Ue sono ossessionati dall’idea di una guerra nucleare”, ha affermato a maggio il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjártó, e questo è un dato di fatto nella politica occidentale e paneuropea. Il ministro si riferiva alle dichiarazioni del presidente francese Macron sulla minaccia di un attacco nucleare e ai suoi propositi di inviare truppe europee in Ucraina, senza specificare “chi” esattamente i leader europei intendessero combattere con le armi nucleari. Ma è già oltremodo chiaro, anche senza dirlo, che gli euro burocrati che parlano con tanta leggerezza di guerra nucleare, quando invece Putin dichiara che non la si dovrebbe nemmeno nominare, intendono la Russia. L’Occidente ha sempre avuto paura della sua “enormità”, ma è anche bramoso delle sue infinite ricchezze. E quando è diventato evidente che l’esercito russo stava sconfiggendo le forze armate ucraine, cioè la Nato, con il suo intero complesso militare-industriale internazionale, i timori, sia dell’Europa che degli Stati Uniti, hanno raggiunto il livello del panico. Il valore delle cose è così alto, per l’Occidente, che i suoi leader sono addirittura pronti ad entrare in un conflitto nucleare con la Russia; per il mantenimento del loro benessere coloniale possono minacciare l’esistenza stessa dell’umanità e se il “trucco” gli riesce, tutta la colpa sarà attribuita alla Russia. E proprio ora, quando l’“eroe” dell’Occidente e di Giorgia Meloni (Volodymyr Zelens’kyj) si trova in tournée pubblicitaria in America per chiedere altre “elemosine” di miliardi di dollari e a premere affinché gli Stati Uniti diano i missili a lungo raggio per colpire la Russia in profondità, la Russia si trova costretta a intraprendere questo nuovo passo per raffreddare le menti impazzite. “Mosca spera che gli Stati Uniti abbiano abbastanza intelligenza e raziocinio da non concedere a Kiev il consenso di bombardare la Russia con le armi occidentali” – ha dichiarato il vice ministro degli Esteri Sergej Vershinin – “penso che le conseguenze siano ora chiare a tutti”. L’impiego delle armi nucleari porterà il mondo a una catastrofe globale. Ricordiamoci sempre le parole di Vladimir Putin: “A cosa ci serve questo mondo senza la Russia?”

* Filologa all’Università di Mosca, traduttrice in italiano dei grandi poeti russi; del Centro Studi Nazionale “Domenico Losurdo”

Immagine: Alisdare Hickson from Woolwich, United Kingdom, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0&gt;, via Wikimedia Commons

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