No G7 Salute. Not on my body, fuori il profitto dalla salute

di Laura Baldelli

Cronaca dalla mobilitazione di Ancona

Finalmente dopo tre giorni se ne sono andati i potenti del mondo del G7 Salute riunitisi ad Ancona. Tra preparativi, come asfaltare strade all’ultimo momento per gli indesiderati ospiti, proteggere la loro distanza di sicurezza, perché la loro vita vale più di quella dei cittadini di Ancona, blindati nelle zone rosse, paralizzate nei servizi e nelle attività del piccolo commercio, nel trasporto pubblico, mentre altre zone subivano la congestione dal traffico obbligato per andare al lavoro e a scuola. Questo per le manie di grandezza delle giunte di destra del Comune di Ancona e della Regione Marche, che dovevano mostrare, come provinciali d’altri tempi quei luoghi che il turismo predatorio e l’incuria di giunte sia di sinistra che di destra, viene distruggendo da anni.

Finite le sfilate delle Maserati blindate dall’aeroporto di Falconara alla strada della Riviera del Conero, finiti gli elicotteri ronzanti notte e giorno, finito lo sfrecciare dei blindati delle forze dell’ordine, finiti i giochi delle moto d’acqua intorno alla Mole Vanvitelliana, sede del convegno di morte, finiti gli pseudoconvegni pubblici sulla salute, dove persino Msc crociere, una delle principali fonti d’inquinamento della città con le sue meganavi-città e i traghetti obsoleti, ha potuto parlare di quanto sia green la loro attività, come se il fumo nero dei comignoli dei suoi mostri del mare non li vedesse nessuno. Convegni finanziati dalle case farmaceutiche, dimostrazione di una scienza al servizio del profitto. La città ha vissuto un’atmosfera da lockdown, ma non per tutti: hanno infatti consentito lo sbarco della nuova crociera super lusso, mentre nei rioni Archi e Capodimonte le attività commerciali hanno dovuto abbassare le saracinesche e i residenti far “sparire” le proprie auto. Ma le forze ancora resistenti, che si rifiutano di contenere la propria indignazione nel chiuso della propria casa o al massimo esternarle sui social, hanno organizzato un’informazione alternativa sulla salute, per un confronto tra cittadini che osano ancora manifestare la loro opposizione con proposte diverse che vanno dalla sostenibilità ambientale, alla difesa degli investimenti nella sanità pubblica e sull’ultimo nefasto ddl 1660 sulla sicurezza. Una boccata d’ossigeno al clima di guerra che incombe sull’Ue guerrafondaia, imperialista e predatoria, asservita agli Usa e alla Nato, soprattutto l’Italia che dirotta la spesa per la sanità pubblica verso l’acquisto di armi per armare fino ai denti l’Ucraina nazista.

Promotori di tante iniziative, tante voci: associazioni, forze politiche, comitati contro l’inquinamento della nostra città, assediata a nord della raffineria Api di Falconara e in pieno centro città dal traffico del porto, dove l’Autorità portuale non vigila sulla combustione del carburante carico di zolfo, per nulla preoccupata dell’aumento dei tumori, delle malattie cardio-circolatorie, respiratorie, allegologiche.

La rete dei Centri Sociali Marchigiani ha coordinato le tante iniziative di controinformazione e la liberatoria manifestazione “No al G7. Not on my body. Fuori il profitto dalla sanità” di venerdì 11 ottobre, partecipata anche con pullman dalla Puglia e dal Veneto; tante le forze politiche in campo.

Il movimento per la Rinascita Comunista, unitario e presente contro la guerra, contro la privatizzazione della salute, contro l’inquinamento del grande capitale che depreda risorse e distrugge interi territori anche con le monoeconomie del turismo, della ristorazione, del commercio degli store della globalizzazione. Presente il Comitato No Guerra No Nato, presente il Prc, il Pci, i 5 Stelle, Aic la forza politica cittadina all’opposizione in consiglio comunale, gli anarchici nelle loro varie sigle, massiccia presenza dell’Usb, delle Cub, tanti cittadini dietro lo striscione del Comitato Porto-Città, che dà battaglia per la salute pubblica di Ancona, sommersa dai fumi delle navi; presenti movimenti nati contro i provvedimenti durante la pandemia da Covid, che hanno sensibilizzato e politicizzato molte persone verso la critica alla salute-profitto delle big pharma. Una giornata che ci ha visto uniti per difendere una conquista che il mondo c’invidia, ma che i politici lasciano che sia preda del profitto delle strutture sanitarie private, delle multinazionali del farmaco e delle assicurazioni, contro le guerre e per la Palestina. Hanno aperto la vivace, colorata manifestazione 50 operatori sanitari tra cui giovani medici, infermieri, Oss, precari e sottopagati, costretti spesso a turni massacranti o alla migrazione; oltre 2000 persone secondo le dichiarazioni ufficiali, ma molti di più, circa tremila, per gli organizzatori. Il corteo per il diritto inalienabile alla salute, lungo più di un chilometro, si è snodato da piazza Cavour lungo il viale della Vittoria con ritorno lungo la via principale della città, il corso Garibaldi, finalmente restituito ai cittadini, dopo i divieti di circolazione anche a piedi, anche per i residenti. Molti i giovani, non solo vecchi militanti comunisti in ordine sparso, tutti hanno gridato gli slogan contro le guerre che mettono a rischio la salute di tutti da molti punti di vista, anche se la guerra è lontana dalle nostre comode case e contro il genocidio del popolo palestinese.

Così davanti a passerelle inutili, tra Maserati e Porsche, ristoranti dal menù di vanesi cuochi stellati, concerti per darsi un tono culturale, tra sponsor locali bramosi di pubblicità e contratti, il dissenso ha messo in campo i corpi fisici di persone che hanno manifestato per il sacrosanto diritto alla salute, contro l’inquinamento ambientale e contro la guerra per la pace e la giustizia sociale.




Immagini: foto Laura Baldelli

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