di Luigi Basile
Le sfide del movimento comunista e la necessità di una riorganizzazione delle lotte contro lo sfruttamento e la violenza del sistema capitalistico e imperialistico
L’unità dei comunisti è da sempre una questione centrale per i militanti dell’area politica e strettamente connessa alla costruzione del partito. Gli sforzi compiuti in anni più o meno recenti per raggiungere un obiettivo tanto significativo quanto impegnativo sono però poi stati frustrati dai risultati non all’altezza delle aspettative, a causa degli ostacoli e delle resistenze incontrate, che alla fine hanno depotenziato i percorsi, ma anche per gli errori di metodo compiuti, che hanno decretato il fallimento delle iniziative intraprese.
Non a caso sono prevalse le divisioni, che oltre ad essere determinate da conflittualità interne a volte sterili o da personalismi, sono state anche evidentemente l’effetto di strategie e scelte politiche sbagliate delle organizzazioni comuniste nelle quali si sono consumate.
L’annuncio, quindi, di un nuovo progetto politico, come Prospettiva Unitaria, che vede la convergenza di quattro soggettività (Movimento per la Rinascita Comunista, Costituente Comunista, Patria Socialista e Resistenza Popolare) è sicuramente un avvenimento importante, in controtendenza, e una sfida sulla quale cimentarsi per garantirne la riuscita.
E’ una sorta di seconda tappa di un cammino avviato già da tempo con la condivisione di iniziative sul campo e la costituzione di un Tavolo per l’unità di azione e di lotta dei comunisti e che lascia intravedere innanzi a sé tutto lo spazio per cementare nuove energie e calibrare una piattaforma politico-programmatica e una linea di intervento che possa essere allo stesso tempo critica, incisiva, coerente e aggregante.
D’altra parte, il quadro sociale, economico, politico e culturale nazionale e internazionale richiedono una grande capacità di mobilitazione delle forze alternative e di opposizione al sistema liberal-capitalistico e imperialistico, il cui volto regressivo, autoritario, speculativo, violento e distruttivo, appare sempre più con maggiore evidenza, nonostante il tentativo di mascherarlo, attraverso la disinformazione dei mezzi di comunicazione di massa omologati e una vera e propria guerra cognitiva e ideologica, che mistifica la realtà e gli avvenimenti, costruendo narrazioni false o manipolate e creando sempre nuovi nemici (ovviamente Paesi, Stati, popoli, ma anche idee e organizzazioni, che non accettano lo status quo o il dominio colonialistico dell’Occidente) contro cui scatenare senza scrupolo il potenziale bellico e militare.
Tutto ciò al di là della maschera politica assunta dai governi occidentali e dalle rappresentanze di maggioranza-opposizione, che sia quella liberaldemocratica, socialdemocratica, conservatrice, reazionaria o di nuove tendenze postideologiche e qualunquistiche, che rispondono agli stessi interessi, le identiche logiche e i centri di potere di sempre, anche al di fuori delle strutture istituzionali borghesi e non di rado occulte e criminali, che sfruttano, opprimono, mercificano, ghettizzano la maggioranza delle persone (ma anche l’ambiente e la naturale in generale) del mondo, pure nello stesso Occidente, perpetrando l’illusione, la prospettiva di una società del benessere e della democrazia inesistente, rivendicando persino una superiorità morale ed etica, ogni giorno tragicamente sconfessata, alimentando al contempo odio e pregiudizi contro tutto ciò che è “altro”.
Di fronte a tutto questo, dunque, vi è la necessità, persino l’urgenza, di organizzare un argine, una riposta, lucida e coesa, nel segno dell’alternativa socialista, che veda il movimento comunista, non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo, definire una strategia di azione condivisa, il rilancio di una proposta e di un pensiero critici, l’elaborazione di una teoria marxista rispondente alle contraddizioni della fase, nel solco della sua importante e originale storia di motore della liberazione umana, che possa rompere gli schemi dell’omologazione e dell’oppressione, tracciando un percorso, che tenga conto e si rapporti alle esperienze che si muovono sul piano internazionale.
Un percorso che non può che cominciare sui territori e, per quanto ci riguarda, più complessivamente nella realtà del nostro Paese, in una stagione complicata e difficile per la classe popolare, soprattutto a causa delle politiche di un governo autoritario e fascista.
Immagine: Lewis Hine, Public domain, via Wikimedia Commons
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