Alle acciaierie di Piombino non si produce ma ci si infortuna

di Coordinamento Art. 1 Camping Cig

Da anni le acciaierie di Piombino, una volta pubbliche, stanno attraversando una crisi interminabile. Sono subentrati i Riva a cui sono succedute altre società straniere, ultima la Jsw. Le istituzioni pubbliche si sono fatte regolarmente prendere in giro da promesse, mai mantenute, di piani industriali per rilanciare l’occupazione e per la riconversione ecologica, quando era evidente che gli interlocutori non erano interessati a ciò. Nonostante il livello infimo della produzione si sono verificati diversi incidenti a causa della trascuratezza padronale. L’organizzazione dei lavoratori cassintegrati, Coordinamento Art. 1 Camping Cig, che vanamente si è spesa perché si giungesse alla soluzione più ragionevole – la ripubblicizzazione dello stabilimento – ci ha inviato questo comunicato relativo all’ultimo, recente incidente. Lo pubblichiamo molto volentieri.

Alle acciaierie di Piombino solo il caso ha evitato che i numerosi infortuni che si sono susseguiti non abbiamo avuto esiti peggiori. Il penultimo, al magazzino rotaie, ha determinato il ricovero di un nostro compagno di lavoro per sospetta frattura al bacino dopo la caduta dalla scala di una gru. Lo stabilimento, da anni abbandonato a se stesso, ha chiuso un reparto dopo l’altro, senza investimenti e senza spese significative nemmeno per garantire la manutenzione: è una fabbrica sempre più pericolosa. Pur lavorando di meno, il numero di infortuni non diminuisce e mentre i rappresentanti dei lavoratori cercavano di capire cosa era successo nel magazzino rotaie un nuovo infortunio è avvenuto nell’officina meccanica! È necessario reagire e bene ha fatto la Rsu a proclamare uno sciopero di due ore a fine turno per il 20 dicembre; questo per noi deve essere solo l’inizio di una lotta più lunga. 

In tutta Italia il numero di incidenti mortali è in aumento, per mettere fine a questa strage i lavoratori devono tornare a scioperare a livello nazionale per imporre il rispetto di tutte le norme di sicurezza, maggiori controlli delle Asl e dell’Inail, una nuova legge che riconosca il reato di omicidio sul lavoro e il rispetto della vita e della dignità dei lavoratori. Alle acciaierie di Piombino troppe volte si accetta di lavorare nel pericolo per paura di essere messi tra quelli che Jindal ha dichiarato di volere espellere dalla fabbrica! Ci sentiamo sotto ricatto. Per rompere questo ricatto è necessario lottare per garantire un futuro lavorativo a tutti i lavoratori Jsw come, del resto, era previsto dagli accordi del 2018! 

Accordi completamente disattesi da Jindal, gli unici che li hanno rispettati sono i lavoratori! È necessario che le forze politiche, il governo, sindacati e i lavoratori, visto il comportamento della multinazionale, la caccino via come hanno fatto a Taranto. Per risolvere questa crisi lo Stato non può più avere un ruolo passivo deve riprendersi lo stabilimento e andare a trattare da tale posizione di forza con qualsiasi altro imprenditore, anche Metinvest, che intende venire a Piombino. Dovendo investire in modo diretto e indiretto centinaia di milioni per rendere possibile la nascita del polo siderurgico di Piombino, cacci dunque l’inadempiente Jindal! Lo Stato si riprenda interamente lo stabilimento per dirigerlo e attuare un piano industriale coerente con il rilancio della siderurgia italiana senza mettere in concorrenza Piombino e Taranto e in linea con le aspettative dei lavoratori e dei cittadini del nostro territorio, per poi andare a verificare in tale ottica la validità del progetto Metivest, incluso l’impatto ambientale (acqua, energia, rifiuti…).

Immagine: foto tratta dalla pagina Facebook del Coordinamento Art 1 Camping Cig

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