Cuba nei Brics, prospettive e sfide del nuovo mondo multipolare

di Gianmarco Pisa 

Tra nuove sfide e inedite complessità, il disegno di una diversa architettura internazionale e la traiettoria dell’emergente mondo multipolare. 

Sotto l’insegna “Rafforzare la cooperazione nel Sud globale per una governance più inclusiva e sostenibile”, il Brasile si avvia, con l’inizio del nuovo anno, ad assumere la presidenza 2025 dei Brics e questi ultimi ad affrontare un anno, con ogni probabilità, decisivo dal punto di vista del loro ampliamento e dei loro equilibri. Dal primo gennaio 2025, infatti, il sistema dei Brics include nove nuovi Paesi partner: Cuba, Bolivia, Indonesia, Bielorussia, Kazakistan, Malesia, Thailandia, Uganda e Uzbekistan. Secondo Paulo Borba Casella, docente, esperto di diritto internazionale del Brics Study Group presso l’Università di San Paolo, Brasile, la sfida cruciale per la presidenza brasiliana consisterà nello stabilire una dinamica coesiva per i Brics nel quadro dell’attuale processo di ampliamento  e di espansione. “Ci sono oltre un centinaio di gruppi di lavoro in una vasta gamma di aree. Dovremo vedere come il Brasile potrà contribuire a far funzionare i Brics nella loro nuova configurazione, con dieci stati membri e una dozzina di stati associati in più. Come funzionerà?”. Secondo quanto riportato dalla Tass, infatti, “la sfida principale della presidenza brasiliana sarà di iniziare a lavorare sulla nuova piattaforma e invitare i paesi interessati agli eventi Brics […]. Il lavoro sulla creazione di sistemi di pagamento e di sistemi di regolamento alternativi continuerà durante tutta la presidenza brasiliana. La presidenza brasiliana spingerà inoltre, in particolare, per un ruolo maggiore del Sud del mondo nella governance globale”. 

Sono diversi i paesi invitati a unirsi ai Brics, tra i quali, ad esempio, grandi paesi quali l’Algeria, la Nigeria, la Turchia, il Vietnam. Tra i nuovi paesi partner, la presenza, tra gli altri, di Cuba, Bolivia e Bielorussia, è, sotto il profilo degli equilibri politici, particolarmente significativa. Come ha dichiarato il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, i Brics offrono “una grande speranza per i paesi del Sud, nella lotta per un ordine internazionale più giusto e democratico”. La decisione di includere nuovi membri è stata presa nel contesto del XVI vertice dei Brics a Kazan, in Russia, dove è stata istituita la nuova categoria di “paesi partner”. I Brics rappresentano infatti una piattaforma di cooperazione tra i Paesi aderenti e le rispettive popolazioni, alternativa al disegno dell’ordine unipolare centrato negli Stati Uniti e negli alleati del cosiddetto “blocco occidentale”. Pur non rappresentando, in virtù delle loro differenze, un vero e proprio “blocco di sistema”, costituiscono tuttavia un format alternativo, sia sul piano politico sia sul versante economico, al blocco occidentale. 

Con i nove attuali membri effettivi (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti), i Brics rappresentano già oggi un attore politico ed economico collettivo di primaria grandezza e importanza. Tra gli scopi del format, senza dubbio, la riforma della governance globale, nel senso di una maggiore rappresentanza dei paesi del Sud globale (con i paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina) nelle istituzioni multilaterali, a partire dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e le organizzazioni finanziarie transnazionali come la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale. Il potenziale dei Brics, in termini di diplomazia internazionale ed equilibrio internazionale, o “equilibrio del mondo”, e in termini di impatto economico e volume commerciale, è di vasta portata. I Brics rappresentano infatti oltre il 36% del Pil mondiale, oltre il 37% del commercio globale e oltre il 43% della popolazione mondiale, circa 3.5 miliardi di persone su un totale di 8 miliardi; inoltre, i paesi Brics coprono una superficie complessiva di circa 40 milioni di km. quadrati e contribuiscono, come vedremo, a oltre il 40% della produzione petrolifera. 

I Brics si stanno infatti affermando in maniera sempre più significativa anche nel mercato internazionale delle materie prime, specie il petrolio. La presenza di Russia, Indonesia, Kazakistan, Iran e, in prospettiva, Arabia Saudita rende i Brics una realtà centrale in tale contesto e, con l’avvenuta inclusione di Iran ed Emirati Arabi e la potenziale inclusione dell’Arabia Saudita, giungerebbero a rappresentare quasi il 50% della produzione mondiale di petrolio, circa il 35% del consumo globale e circa il 42% della fornitura globale. La presenza di importanti esportatori di petrolio, insieme a importatori chiave come Cina e India, può costituire un ulteriore indicatore del potenziale dei Brics nel creare meccanismi economici e commerciali alternativi che riducano la dipendenza dal dollaro statunitense e sfidino direttamente il potere economico e finanziario dei G7.

I Brics esprimono un potenziale di forte impatto anche sotto un altro versante, dal momento che rappresentano un’ampia base di mercato e di forza lavoro in virtù della loro composizione demografica. Nel 2024, il tasso di partecipazione alla forza lavoro nei paesi Brics è stato pari a circa il 60%, per un totale di 1.5 miliardi di persone, secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, a fronte, tuttavia, di un ancora consistente divario di genere, con una partecipazione maschile al 74% e femminile al 47%. Si tratta dunque, in termini quantitativi e qualitativi, di una sfera di relazioni economiche e commerciali, e, in prospettiva, finanziarie, per nulla banale. Non a caso, il vertice di Kazan in Russia si era chiuso ponendo l’accento, tra le altre questioni, proprio sulla necessità di “riformare l’attuale architettura finanziaria internazionale” e “verificare la fattibilità dell’istituzione di un’infrastruttura indipendente di regolamento transfrontaliero e depositario”. 

Tre importanti strumenti che si muovono propriamente in questa direzione sono la Nuova Banca di Sviluppo dei Brics (New Development Bank, Ndb), il nuovo sistema di pagamento transfrontaliero (Cross-Border Payment System) e il nuovo quadro di sostegno finanziario (Contingent Reserve Arrangement, Cra). 

La New Development Bank (Ndb) è la banca multilaterale di sviluppo costituita allo scopo di mobilitare risorse per ampi progetti infrastrutturali e di sviluppo nei paesi emergenti e rappresenta il principale strumento finanziario della piattaforma. Concentrandosi sull’aumento dei prestiti in valute locali, punta ad allocare il 30% dei suoi finanziamenti in tali valute, offrendo condizioni diverse, migliori, non restrittive, rispetto a quanto di norma presso le istituzioni finanziarie tradizionali. Lo schema delle relazioni economiche e commerciali tra i paesi Brics si muove infatti strategicamente nel senso di promuovere relazioni e scambi nelle valute nazionali, liberando le relazioni commerciali dalla “egemonia del dollaro”. In questa cornice, si muovono i progetti in vari settori e la banca assegna, di conseguenza, priorità, in primo luogo, al finanziamento di progetti infrastrutturali su larga scala, soprattutto nei settori dell’energia, trasporti e infrastrutture, e tecnologia.

Lo sviluppo, ancora in via di definizione, di questa cornice di riferimento è associato all’ulteriore iniziativa del Cross-Border Payment System, un sistema di pagamenti progettato per facilitare il commercio in valute locali, con lo scopo di mettere a fuoco l’orizzonte spesso definito in termini di “de-dollarizzazione”, ma anche di implementare servizi più economici e funzionali. Questi sforzi sono guidati da una prospettiva di lungo periodo, ma sono accelerati anche da condizioni contingenti, quali, ad esempio, le sanzioni economiche e le misure coercitive unilaterali, le pressioni inflazionistiche e l’orientamento dei paesi Brics a un maggiore controllo sui propri sistemi finanziari. Inoltre, i Brics hanno ribadito l’impegno a rafforzare il Contingent Reserve Arrangement (Cra), che funge da riserva finanziaria, vale a dire un meccanismo per attenuare gli effetti delle crisi e integrare l’attuale sistema finanziario internazionale, rafforzando la rete di sicurezza finanziaria globale. Si tratta infatti, propriamente, di un “quadro per la fornitura di supporto tramite strumenti di liquidità e precauzionali in risposta a pressioni effettive o potenziali, a breve termine, sulla bilancia dei pagamenti”. 

I Brics riflettono così l’impegno del Sud globale nel superare l’ordine unipolare e costruire alternative alle istituzioni egemoniche dominate dagli Stati Uniti e i loro alleati. Tornando al caso di Cuba, come ha indicato Hernández Tecuani, “l’ingresso di Cuba tra i Brics potrebbe influenzare le relazioni con gli Stati Uniti e altri paesi occidentali e … rappresenta una svolta storica che potrebbe offrire a Cuba nuove opportunità per superare le sfide economiche imposte dal blocco statunitense”. L’inclusione di nuovi paesi partner, pur potenzialmente ampliando lo spettro delle differenze e delle contraddizioni, crea altresì i presupposti per strumenti e modalità alternativi e per una diversa articolazione delle relazioni internazionali e del panorama internazionale complessivamente inteso, sviluppando la cooperazione politica ed economica e offrendo una piattaforma per i paesi interessati a quadri cooperativi alternativi rispetto a quelli dell’unipolarismo statunitense. Quale piattaforma di partenariato composta da stati diversi, in termini di caratteristiche politico-istituzionali e configurazioni economico-sociali, basata sul rispetto dei rispettivi approcci nazionali allo sviluppo e sulla prospettiva del “multilateralismo inclusivo”, i Brics alimentano il disegno strategico di una diversa architettura internazionale e la traiettoria del mondo multipolare. 

Riferimenti:

Francesco Paolini, “Il gruppo Brics cresce: ora rappresenta il 36% del Pil mondiale”, Quoted Business, 03.01.2025: https://www.quotedbusiness.com/thm-15-global/paese-13-mondo/art-12881-il-gruppo-brics-cresce-ora-rappresenta-il-36-del-pil-globale

Lucas Pordeus León, “Brazil assumes BRICS presidency as bloc expands”, Agência Brasil, 02.01.2025: https://agenciabrasil.ebc.com.br/en/internacional/noticia/2025-01/brazil-assumes-brics-presidency-bloc-expands

Brazil as BRICS chair to focus on partner relations – expert, Tass, 01.01.2025: https://tass.com/politics/1895785 

Mahendra Kumar Singh, “BRICS 2024: Paving the Path for Economic Growth and Trade Cooperation”, India Foundation, 02.01.2025: https://indiafoundation.in/articles-and-commentaries/brics-2024-paving-the-path-for-economic-growth-and-trade-cooperation

I BRICS salveranno Cuba dall’oppressione neocoloniale americana (Hernández Tecuani), Faro di Roma, 29.12.2024: www.farodiroma.it/i-brics-salveranno-cuba-dalloppressione-neocoloniale-americana-hernandez-tecuani

Gianmarco Pisa, BRICS, Johannesburg attraverso la documentazione ufficiale, guardando al 2024, Sinistra in Rete, 04.09.2023: https://www.sinistrainrete.info/estero/26263-gianmarco-pisa-brics-johannesburg-attraverso-la-documentazione-ufficiale-guardando-al-2024.html?acm=_1925

La Dichiarazione di Kazan e i temi fondamentali del vertice dei BRICS, Pressenza, 24.10.24: https://www.pressenza.com/it/2024/10/la-dichiarazione-di-kazan-e-i-temi-fondamentali-del-vertice-dei-brics 

Immagine: Ministério da Ciência, Tecnologia e Inovações, BRICS Brasil 2019 CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0&gt;,  via Wikimedia Commons

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