a cura della Commissione politica congiunta delle quattro organizzazioni promotrici *
Il testo del documento presentato a Roma il 25 gennaio, al Teatro Flavio, che nei prossimi giorni sarà discusso anche sui territori.
1 Chi siamo
Siamo comuniste e comunisti, proveniamo dalla militanza comunista, antimperialista, anticapitalista e antifascista italiana. In questo 25 gennaio 2025 (giorno che rievoca da vicino, in tutta la sua potenza storica, il 21 gennaio 1921 a Livorno, nascita del PCd’I) è d’obbligo per noi ricordare – e non per nostalgia, ma con lo sguardo rivolto al presente e al futuro – che siamo figli in primo luogo di uno dei più grandi eventi dell’intera storia dell’umanità, la Rivoluzione d’Ottobre, dell’assalto al Palazzo d’Inverno del 7 novembre 1917, del suo grido vittorioso “Tutto il potere ai soviet!” e della costruzione materiale del primo Paese socialista nella storia dell’umanità. L’Unione Sovietica ha saputo resistere per 70 anni all’assedio dell’imperialismo, creando i presupposti per lo sviluppo della rivoluzione in molti altri Paesi del mondo. L’URSS ha dato il potere ai lavoratori e mostrato ai popoli di tutto il mondo che il capitalismo non è “natura”, non è il tempo eterno e immodificabile di cui parlano i padroni e i loro filosofi. Tutti hanno potuto constatare l’eliminazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo dando potere e diritti concreti non solo ai lavoratori ma anche alle lavoratrici: la parità formale e sostanziale tra uomo e donna, che oggi continuiamo a rivendicare anche nel nostro Paese, è stata affermata per la prima volta nell’URSS e da lì è stata diffusa nel resto del mondo questa idea e questa pratica rivoluzionaria. L’istruzione e la sanità pubblica, gratuita, universale… sono idee comuniste realizzate per la prima volta dai bolscevichi. Siamo figli del Partito bolscevico costruito da Lenin, senza il quale non ci sarebbe stata la Rivoluzione, e dell’URSS forgiata da Stalin, che ha saputo guidare, al prezzo di grandi contraddizioni e costi umani, la costruzione del socialismo sconfiggendo il nazismo e ponendo un argine all’imperialismo. Siamo figli di tutti gli altri maestri, dirigenti, e compagni che da allora hanno combattuto in tutto il mondo per affermare gli ideali comunisti di libertà, uguaglianza e giustizia sociale, imparando a lottare nelle contraddizioni. Il messaggio più importante che ci ha lasciato la storia sovietica è che gli uomini e le donne, la classe operaia, tutti i lavoratori, gli intellettuali legati al proletariato e il popolo come forza centrale e vivificante, possono cambiare la Storia; la loro azione soggettiva – insegnamento antipositivista e dialettico di Lenin e Gramsci – può abbattere il potere del capitale e aprire un mondo nuovo per l’umanità. 4 Il messaggio che ci è giunto da svariate altre avanguardie del mondo, è che il caso sovietico non è unico, ma è diventato un modello imprescindibile di riferimento che ha permesso a interi popoli di recuperare sovranità e indipendenza grazie alla guida di formidabili condottieri: dalla Repubblica Popolare Cinese di Mao Tse-tung alla Repubblica socialista di Cuba di Fidel Castro ed Ernesto “Che” Guevara, dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea di Kim Il Sung, alla Repubblica Socialista del Vietnam di Ho Chi Minh e del comandante Giap, fino alla Repubblica Socialista del Laos guidata dal Pathet Lao. Non dimentichiamo le lotte che hanno animato e guidano tuttora la Resistenza in ogni continente, approdando a forme eterodosse di socialismo, come il “socialismo del XXI secolo” formulato dalla Rivoluzione Sandinista del Nicaragua e dalla Repubblica bolivariana del Venezuela di Chavez, lungo una ricerca proseguita dallo Stato Plurinazionale della Bolivia di Evo Morales, e che ha ispirato l’intera America latina. In Asia facciamo i nostri auguri ai governi comunisti e di ispirazione socialista attualmente presenti in Nepal e Sri Lanka; in Africa a quelli di Angola, Congo e Mozambico. Ammiriamo le lotte che i comunisti hanno condotto e continuano a condurre eroicamente in questi due continenti, a volta pagate con una strage di massa, come ricordano i milioni di compagni assassinati in Indonesia nel 1965. In Sud Africa il dirigente del partito comunista Nelson Mandela ha distrutto l’apartheid dal punto di vista formale, ma non ancora sostanziale, con importanti effetti nei Paesi limitrofi. Ricordiamo la lezione di Frantz Fanon e gli esempi di uomini integri come Nasser, Amilcar Cabral, Patrice Lumumba, Samora Machel, Thomas Sankara, Muʿammar Gheddafi. In Asia i comunisti dirigono vasti territori in India. In Palestina il popolo, orfano del grande Yasser Arafat, Resiste stoicamente all’imperialismo sionista. Guardiamo oggi con grande speranza alla rivoluzione del Burkina Faso, che offre a tutto il continente una via di uscita dall’abisso dell’imperialismo.
Qui sotto trovi il testo integrale del documento, che puoi scaricare utilizzando l’apposito pulsante.
* composta da Fosco Giannini (Movimento per la Rinascita Comunista), Igor Camilli (Patria Socialista), Michele Giambarba (Costituente Comunista) e Alessandro Pascale (Resistenza Popolare)
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