di redazione
L’editoriale pubblicato, insieme agli altri articoli, sul nuovo dominio di «Futura Società» all’indirizzo www.futurasocieta.org
La guerra trasformata in “normalità”, affare, “destino ineluttabile” e addirittura evento costruito a tavolino. E’ quanto l’Unione europea di von der Leyen e la maggior parte dei governi del continente, insieme agli Stati Uniti e agli altri Stati vassalli, stanno facendo, affiancati da o piuttosto per conto di un sistema speculativo internazionale, che può anche cambiare volto, ma è il capitalismo di sempre, liberale o conservatore ed anche socialdemocratico, quello del mercato, il cui unico obiettivo è il profitto, a spese di uomini e donne, dei lavoratori, dei cittadini e in particolare delle fasce popolari.
Così si costruisce la narrazione necessaria a supportare la strategia, con i mass media accondiscendenti, gli organi della disinformazione, pronti ad anestetizzare l’opinione pubblica, a mistificare, falsificare.
L’aggressione in atto in Palestina continua, contro un popolo inerme, ma resistente, che vuole soltanto sopravvivere, quando non è possibile semplicemente vivere, da oltre un anno e mezzo. Una delle tante aggressioni in tutti questi anni, decenni di occupazione e colonizzazione, ancora più crudele e vile del solito se possibile, tanto da diventare un genocidio. Ignorato da chi è complice, negato da chi è carnefice, oggi, ormai da molto tempo, e ieri vittima, gli ebrei, i suprematisti, i sionisti, Israele, con il suo regime fascista del criminale Netanyahu, insomma, i nuovi nazisti.
Con la ripresa unilaterale degli attacchi si sono nuovamente registrati massacri di civili, soprattutto bambini, assalti a strutture sanitarie, ambulanze, campi profughi. I giornalisti, quelli veri, presenti sul campo per documentare, assassinati dalle truppe israeliane e dai cecchini con la stella di David sono giunti a quota 214. I bombardamenti e le incursioni israeliane, ma anche statunitensi, prendono nuovamente di mira anche altri Paesi del Vicino e del Medio Oriente, come il Libano e lo Yemen.
Netanyahu e gli altri fanatici razzisti al governo con sempre maggiore insistenza prospettano e sostanzialmente attuano uno sfollamento generalizzato, una vera e propria espulsione con rastrellamenti della popolazione palestinese nella propria terra, sostengono le occupazioni e il depredamento di case e terreni da parte di gruppi sionisti organizzati, compiono operazioni di arresto di massa anche di bambini, con torture, che vengono tenuti in ostaggio nelle carceri senza una accusa, pratica ampiamente diffusa in tutti gli anni scorsi, e adesso anche in campi di concentramento, bloccano ogni aiuto umanitario proveniente dall’esterno, riducendo alla fame le persone, espellendo gradualmente tutte le agenzie dell’Onu, per impedire eventuali testimonianze dei crimini contro l’umanità, dei crimini di guerra e degli orribili abusi che vengono commessi, ed ora puntano all’annessione permanente della Striscia di Gaza, come emerge dal piano approvato negli ultimi giorni dal gabinetto di governo.
E ci è toccato anche ascoltare le vergognose assurdità di Trump che immagina una Gaza con resort americani, senza i palestinesi, una vergogna che già da anni società immobiliari israeliane hanno effettivamente progettato, con tanto di opuscoli pubblicitari.
Anche il conflitto in Ucraina e sul confine russo continua, generato dall’accerchiamento messo in atto dalla Nato nei confronti della Russia, venendo meno agli accordi internazionali e ad ogni ragionevole valutazione geopolitica, dopo aver colpito e fatto saltare gli assetti democratici ucraini ed instaurato regimi oligarchici, insediando uno e più fantocci, al servizio della famiglia Biden e dei loro affari, depredando la popolazione locale delle risorse di quella terra, oltre che funzionali ai disegni imperialistici di Washington, dopo aver represso nel sangue lavoratori, sindacati e le forze di progresso, dopo aver effettuato pulizie etniche contro i cittadini russofoni ed aver bombardato per anni un’intera regione, per reprimere le nascenti repubbliche indipendenti del Donbass.
Il fantoccio più indecente di tutti, Zelensky, un corrotto golpista arricchitosi con la guerra e con i traffici, a danno degli italiani in particolare e degli europei in generale, ma anche prendendo in ostaggio tanti ucraini spediti con forza sul fronte a combattere, dopo essere stati rapiti dalle squadracce legittimate dai governi europei e dai presunti democratici occidentali, in un Paese spaccato e lacerato, nel quale il nazionalismo fanatico e il razzismo hanno diffuso già molto prima della guerra il proprio veleno, continua il suo show vestendosi da vittima e propagandista, purtroppo persino ascoltato, per proseguire la folle corsa verso la distruzione, alimentando i rischi di una terza guerra mondiale.
A nulla sono serviti i giochetti di Trump, i suoi tatticismi, non certo a creare le condizioni per la pace, più volte proposta da Mosca e da Putin e sempre rifiutata da Kiev, per conto terzi, il Regno Unito, l’Ue, gli Stati Uniti, tanto da essere diventata legge l’impossibilità di aprire una trattativa.
In questo scenario, si cerca di zittire ogni voce fuori dal coro, cancellandola mediaticamente, censurando ogni informazione, spegnendo abusivamente e illegalmente televisioni e siti web, in nome della liberaldemocrazia, reprimendo chi manifesta, generando campagne d’odio, persino contro interi popoli, capovolgendo la realtà.
Ma nonostante tutto, le proteste, la mobilitazione non si fermano: per la pace, contro i signori della guerra, contro l’imperialismo, per l’autodeterminazione del Donbass, contro il genocidio, contro l’apartheid israeliana, per la Palestina libera.
Immagine: foto di pubblico dominio
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