di Mohammad Hannoun *
Il drammatico appello dei palestinesi rilanciato dal presidente dell’ Associazione Palestinesi in Italia, che facciamo nostro, per fermare la vile aggressione da parte di Israele e del regime nazisionista e il genocidio in atto.
Intensificazione dei bombardamenti israeliani su Gaza
Il settore di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, è stato teatro di una drammatica escalation nei bombardamenti israeliani nelle ultime ore.
All’ospedale Nasser della città sono stati registrati 57 martiri, a seguito di attacchi mirati con droni contro le tende degli sfollati e raid aerei dell’aviazione militare su aree residenziali e infrastrutture civili.
È stato inoltre confermato che l’Ospedale Europeo è completamente fuori servizio, a causa dei bombardamenti incessanti che da giorni lo colpiscono. I crateri profondi nell’area circostante rendono impossibile qualsiasi tentativo di ripristino o ricostruzione.
Collasso del sistema sanitario
Secondo gli appelli lanciati dai responsabili del settore sanitario:
– Il sistema sanitario è sull’orlo del collasso totale.
– Si registra una grave carenza di attrezzature mediche, farmaci e materiali di emergenza, che impedisce la cura dei feriti e dei malati.
– La maggior parte degli ospedali è sovraffollata e alcuni non sono più operativi.
Appelli urgenti
I responsabili sanitari rivolgono appelli di emergenza alla comunità internazionale e alle organizzazioni umanitarie per:
– Fermare immediatamente l’aggressione.
– Garantire l’invio urgente di aiuti medici.
– Proteggere il personale sanitario e le strutture ospedaliere dai bombardamenti.
La situazione a Gaza è catastrofica sotto ogni aspetto, e il silenzio della comunità internazionale non fa che aggravare il numero delle vittime innocenti, il numero totale dei martiri di stamattina è 82 martiri la maggior parte sono bambini e donne.
Fermiamo il genocidio in Palestina e la Nakba in corso da 77 anni!
Palestina libera!
* Presidente Associazione Palestinesi in Italia
Immagine: Jaber Jehad Badwan, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
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