di Gianmarco Pisa
Si è aperto lo scorso 11 gennaio 2024 il procedimento, avviato su iniziativa del Sudafrica, contro lo Stato di Israele per crimine di genocidio in relazione alla brutale campagna di guerra contro la popolazione palestinese a Gaza.
Lo scorso 29 dicembre 2023 il Sudafrica ha presentato un’istanza, ha chiesto cioè alla Corte internazionale di giustizia (Cig), il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite, l’avvio di un procedimento contro lo Stato di Israele in merito alle violazioni, da parte di Israele, degli obblighi previsti dalla Convenzione per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio (più semplicemente conosciuta come Convenzione sul genocidio) del 1948, in relazione alla guerra scatenata contro la popolazione palestinese della Striscia di Gaza. Secondo l’istanza del Sudafrica, “gli atti e le omissioni di Israele … hanno carattere di genocidio, in quanto sono stati commessi con l’intento specifico … di distruggere i palestinesi di Gaza come parte del più ampio gruppo nazionale ed etnico palestinese” e, in particolare, “la condotta di Israele, attraverso i suoi organi statali, i suoi funzionari statali e altri soggetti ed entità che agiscono dietro mandato o sotto direzione, controllo o influenza statale, in relazione ai palestinesi di Gaza, è in violazione dei suoi obblighi ai sensi della Convenzione sul genocidio”.
Si tratta di un evento di grande importanza, sia sotto il profilo storico, sia sotto il versante politico. Dal punto di vista storico, pochi sono i casi in cui il crimine di genocidio è stato effettivamente riconosciuto e sanzionato e alcuni di questi rappresentano casi controversi, su cui non vi è unanimità di parere o omogeneità di giudizio in relazione alla fattispecie e alla caratterizzazione stessa dei crimini commessi in quanto “genocidio”. Così, se il genocidio in Cambogia nella seconda metà degli anni Settanta e il genocidio in Ruanda del 1994 non hanno sollevato rilievi critici particolarmente significativi, diverso è il caso dell’eccidio di Srebrenica in Bosnia del 1995, dove rilievi sono stati invece sollevati. In occasione delle votazioni del 9 luglio 2015, nella circostanza del ventesimo anniversario degli eventi in questione e della fine della guerra di Bosnia (gli Accordi di Dayton sono del 1995), il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha respinto una Risoluzione che definiva l’eccidio di Srebrenica nei termini di un crimine di genocidio, con il voto contrario della Federazione Russa e le significative astensioni della Repubblica Popolare Cinese, della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dell’Angola e della Nigeria.
Dal punto di vista politico, invece, l’iniziativa del Sudafrica contro la guerra di aggressione in corso contro la popolazione palestinese a Gaza, è di grande significato: mette in risalto la violenza e la brutalità della guerra scatenata da Israele a Gaza; ne pone in evidenza la sostanziale illegittimità, in quanto risposta, all’azione militare della resistenza palestinese del 7 ottobre, del tutto “sproporzionata”, dal momento che viola i principi di legittimità, adeguatezza e proporzionalità della risposta; e mette alla sbarra per crimine di genocidio autorità e funzionari dello Stato di Israele, vale a dire dello Stato nato all’indomani della indicibile tragedia della Shoah, che ritiene la propria istituzione essere “la più legittima al mondo”, in quanto fondata su una Risoluzione Onu (il Piano di Partizione contenuto nella Risoluzione 181, adottata dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 29 novembre 1947), e che propaganda il proprio esercito, Tsahal, essere “il più morale al mondo”.
Non è un caso che la richiesta di giudizio contro lo Stato di Israele venga dal Sudafrica: oggi protagonista, nel contesto dei Brics+, dell’affermazione di un rinnovato multilateralismo e di un nuovo “mondo multipolare”; ieri protagonista della lotta di liberazione e di dignità contro la segregazione razziale (apartheid), nella quale, con Nelson Mandela, i comunisti e le comuniste hanno svolto un ruolo di primissimo piano e per la quale lo stesso Nelson Mandela ebbe a ricordare che “la nostra libertà è incompleta senza la libertà del popolo palestinese, senza la risoluzione dei conflitti a Timor Est, in Sudan e in ogni altra parte del mondo; e siamo orgogliosi, come governo e come stragrande maggioranza del popolo sudafricano, di fare parte di un consenso internazionale fondato sulla convinzione che è giunto il tempo di risolvere la questione della Palestina” (4 dicembre 1997). Si tratta di una fondamentale richiesta di pace, di diritto e di giustizia internazionale: ed infatti, all’iniziativa del Sudafrica, si stanno associando Stati, popoli e organizzazioni, dalla Lega Araba nel suo complesso (ventidue Paesi arabi) a un insieme di oltre duecento personalità israeliane, a cominciare da Ofer Cassif, deputato di Hadash, il Fronte Democratico per la Pace e l’Uguaglianza, coalizione politica che comprende anche il Maki, il Partito Comunista di Israele; Hadash che esprime, insieme con Ta’al, quattro deputati (Ayman Odeh, Aida Touma-Suleiman, Youssef Atauna e lo stesso Ofer Cassif) alla Knesset, il Parlamento di Israele.
Il Brasile, altro componente di primissimo piano dei Brics+, attraverso una dichiarazione del presidente, Lula, ha espresso, a propria volta, sostegno all’iniziativa sudafricana affinché la Corte internazionale di giustizia imponga a Israele di “fermare immediatamente atti e misure che possono costituire un genocidio”. L’intera articolazione progressista e antimperialista, a livello internazionale, sostiene contenuti e finalità dell’iniziativa del Sudafrica. Cuba socialista ha espresso il suo appoggio lo scorso 11 gennaio 2024, spiegando che “questa procedura presso il principale organo di giustizia delle Nazioni Unite deve essere intesa ed ascoltata come un appello urgente per fermare i crimini orribili di genocidio, contro l’umanità ed apartheid che si commettono contro il popolo palestinese”, e ribadendo “la sua profonda preoccupazione per la continua escalation di violenza da parte di Israele nei territori palestinesi illegalmente occupati, in flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e del Diritto Internazionale”. Sulla stessa linea, il Venezuela bolivariano e socialista: “La Repubblica Bolivariana del Venezuela valuta positivamente l’azione storica intrapresa dalla Repubblica del Sudafrica contro lo Stato di Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia […] in relazione alle violazioni da parte di questo Paese degli obblighi previsti dalla Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio […] Il Venezuela, come Paese impegnato nella diplomazia di pace, riconosce il passo fermo e storico del Sudafrica in difesa del popolo palestinese e a tutela del diritto internazionale”.
Secondo l’istanza avanzata dal Sudafrica, “Israele, in particolare dal 7 ottobre 2023, non è riuscito a prevenire il genocidio e non ha perseguito l’incitamento diretto e pubblico al genocidio”; inoltre, “Israele ha compiuto, sta compiendo e rischia di compiere ulteriori atti di genocidio contro il popolo palestinese di Gaza”. Ad oggi, l’ammontare delle vittime e delle distruzioni causate dall’aggressione israeliana a Gaza è impressionante. Secondo l’ultimo rapporto rilasciato dall’Ocha, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento delle questioni umanitarie (Flash Update #90 dell’11 gennaio 2024), “continuano gli intensi bombardamenti israeliani da aria, terra e mare in gran parte della Striscia di Gaza, causando ulteriori vittime civili e distruzioni… Operazioni di terra e combattimenti tra le forze israeliane e i gruppi armati palestinesi sono stati segnalati in gran parte della Striscia di Gaza… Tra il 7 ottobre 2023 e l’11 gennaio 2024, almeno 23.469 palestinesi sono stati uccisi a Gaza e 59.604 palestinesi sono stati feriti. Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, il 70% delle vittime sono donne e bambini”.
In base alla Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio (1948), il crimine internazionale di genocidio (art. 2) è “uno qualsiasi dei seguenti atti commessi con l’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, o religioso in quanto tale: uccidere membri del gruppo; causare gravi danni fisici o psicologici ai membri del gruppo; infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita intese a provocarne la distruzione fisica; […] trasferimento forzato di bambini del gruppo ad un altro gruppo”. Ciò che caratterizza la specificità del crimine di genocidio rispetto ad altre fattispecie di gravi crimini internazionali sono dunque tre elementi: la distruzione, in tutto o in parte, di un gruppo in quanto tale, in base alle sue caratteristiche specifiche (ad es. un gruppo etnico a causa della sua etnia); l’intenzione genocidaria (il fatto che vi sia una deliberata intenzione di procedere a genocidio); il crimine inflitto tanto in termini di danni fisici, quanto in termini di danni psicologici e di condizioni esistenziali tali da comportare la distruzione del gruppo.
La determinata deliberazione, da parte di Israele, in tal senso, secondo quanto segnalato anche dall’istanza, non risiede dunque solo nelle azioni, aggressive e brutali, poste in essere a Gaza dalle forze armate israeliane, ma è riscontrabile anche in dichiarazioni rese da personalità pubbliche e funzionari statali di primissimo piano delle istituzioni israeliane. Secondo quanto riferito da diversi organi di stampa, ad esempio, il presidente dello Stato di Israele, il socialdemocratico Isaac Herzog, ha dichiarato che “la responsabilità è di un’intera nazione. Questa retorica sui civili non consapevoli, non coinvolti, non è assolutamente vera. Avrebbero potuto insorgere, avrebbero potuto combattere contro quel regime malvagio”; il capo del governo israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato di volere ridurre in macerie Gaza; la stampa ha rivelato inoltre l’esistenza di un piano, predisposto dal ministro israeliano degli Affari strategici, Ron Dermer, su indirizzo dello stesso capo del governo, Benjamin Netanyahu, volto a ridurre al “minimo possibile” il numero di palestinesi nella Striscia di Gaza.
Diverse autorità e agenzie delle Nazioni Unite hanno espresso una netta valutazione di quanto sta accadendo, dallo scorso 7 ottobre, non solo nella Striscia di Gaza, ma anche in Cisgiordania. Questa guerra, infatti, oltre a prefigurare un vero e proprio crimine internazionale e a configurare una clamorosa violazione del diritto e della giustizia internazionale, è anche, come è stato ribadito da più parti, “un caso di genocidio da manuale”. Nella lettera con la quale Craig Mokhiber, già direttore dell’Ufficio di New York dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha rassegnato le proprie dimissioni, spiega: “Come avvocato specializzato in diritti umani […] so bene che il concetto di genocidio è stato spesso utilizzato abusivamente per scopi politici. Ma l’attuale massacro su larga scala del popolo palestinese, radicato in un’ideologia coloniale etno-nazionalista, in continuità con decenni di persecuzione ed epurazione sistematica, basata interamente sul loro status di arabi, e accompagnato da esplicite dichiarazioni d’intenti da parte dei leader del governo e dell’esercito israeliano, non lascia spazio a dubbi o discussioni. A Gaza, le case, le scuole, le chiese, le moschee e le istituzioni mediche dei civili sono state attaccate senza pietà, mentre migliaia di civili sono stati massacrati. In Cisgiordania, compresa Gerusalemme occupata, le case vengono confiscate e riassegnate in base all’etnia e violenti pogrom dei coloni sono appoggiati da unità militari israeliane. In tutto il territorio regna l’apartheid”.
Riferimenti:
Application of the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide in the Gaza Strip (South Africa v. Israel): https://www.icj-cij.org/case/192
Russia vetoes UN genocide resolution on Srebrenica, Al Jazeera, 9 luglio 2015: https://www.aljazeera.com/news/2015/7/9/russia-vetoes-un-genocide-resolution-on-srebrenica
Raphaël Jerusalmy, “Tsahal: l’armée la plus morale au monde”, i24NEWS, 15 novembre 2023: https://www.i24news.tv/fr/actu/analyses/1700078167-tsahal-l-armee-la-plus-morale-au-monde
Address by President Nelson Mandela at International Day of Solidarity with Palestinian People, Pretoria, 4 dicembre 1997: http://www.mandela.gov.za/mandela_speeches/1997/971204_palestinian.htm
Lega Araba appoggia causa del Sudafrica contro Israele, L’Indipendente, 12 gennaio 2024: https://www.lindipendente.online/2024/01/11/lega-araba-appoggia-causa-del-sudafrica-contro-israele
Anbamed, “Sostegno di oltre 200 personalità israeliane alla causa per genocidio intentata dal Sudafrica”, Pressenza, 9 gennaio 2024: https://www.pressenza.com/it/2024/01/sostegno-di-oltre-200-personalita-israeliane-alla-causa-per-genocidio-intentata-dal-sudafrica
Anche Brasile e Cile interpellano la giustizia internazionale contro Israele, TV Svizzera, 11 gennaio 2024: https://www.tvsvizzera.it/tvs/cultura-e-dintorni/anche-brasile-e-cile-interpellano-la-giustizia-internazionale-contro-israele/49118188
Cuba sostiene la rivendicazione del Sud Africa contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia, Prensa Latina, 11 gennaio 2024: https://italiano.prensa-latina.cu/2024/01/11/cuba-sostiene-la-rivendicazione-del-sud-africa-contro-israele-presso-la-corte-internazionale-di-giustizia
Il Venezuela sostiene il Sudafrica in difesa del popolo palestinese e del diritto internazionale, ANAIC, 11 gennaio 2024: https://italiacuba.it/2024/01/11/il-venezuela-sostiene-il-sudafrica-in-difesa-del-popolo-palestinese-e-del-diritto-internazionale
Hostilities in the Gaza Strip and Israel | Flash Update #90, OCHA OPT, Occupied Palestinian Territory, 11 gennaio 2024: https://www.ochaopt.org/content/hostilities-gaza-strip-and-israel-flash-update-90
Craig Mokhiber, Palestina: «Un caso di genocidio da manuale e il fallimento dell’ONU», Volere la Luna, 2 novembre 2023: https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2023/11/02/palestina-un-caso-di-genocidio-da-manuale-e-il-fallimento-dellonu
Chris McGreal, “The language being used to describe Palestinians is genocidal”, The Guardian, 16 ottobre 2023: https://www.theguardian.com/commentisfree/2023/oct/16/the-language-being-used-to-describe-palestinians-is-genocidal
Gianmarco Pisa, “Genocidio da manuale”, Odissea – Blog di cultura, dibattito e riflessione, 10 novembre 2023: https://libertariam.blogspot.com/2023/11/genocidio-da-manuale-di-gianmarco-pisa.html
Israel newspaper: Netanyahu wants to reduce Gaza Palestinians to lowest possible number, Middle East Monitor, 2 dicembre 2023: https://www.middleeastmonitor.com/20231202-israel-newspaper-netanyahu-wants-to-reduce-gaza-palestinians-to-lowest-possible-number
Convenzione per la Prevenzione e la Punizione del Crimine di Genocidio (1948): https://www.un.org/en/genocideprevention/1948-convention.shtml
Immagine: hansmuller, Justitia (Justice), medallion in Peace Palace gate, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=33532916
Lascia un commento